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“L’Iliade”: le date del nuovo spettacolo di Giuliano Peparini

Giuliano Peparini debutterà in anteprima il 4 luglio al Teatro Greco di Siracusa con il nuovo lavoro “L’Iliade“; il noto direttore artistico chiuderà la 60sima stagione di rappresentazioni classiche prodotta dall’Inda con uno spettacolo che racconta i personaggi del poema omerico, con versi tradotti da Francesco Morosi e musiche di Beppe Vessicchio.

Il cast e l’organizzazione dello spettacolo

L’Iliade” sarà in scena dal 4 al 6 luglio e vedrà fra i protagonisti un noto attore italiano Vinicio Marchioni nel ruolo dell’Aedo, Achille sarà interpretato da Giuseppe Sartori, Gianluca Merolli sarà Ettore, Giulia Fiume come Andromaca, Danilo Nigrelli come Priamo, Jacopo Sarotti come Patroclo, e Elena Polic Greco la voce di Era, Dante Scuriatti nel ruolo di Astianatte.

Le scene sono di Lorenzo Russo Rainaldi, costumi di Valentina Davoli, Elena Polic Greco cura la direzione del coro, mentre Simonetta Cartia cura la direzione dei cori cantati, coreografie di Gabriele Beddoni, assistenti alla regia sono Bruno Centola e Francesco Saracino, il disegno delle luci è di Francesco Angeloni, videomaker Vincenzo Villani, assistente costumista è Silvia Oliviero, assistente drammaturgica Aurora Trovatello, coordinatori artisti è Christophe Allemann, mentre i direttori di scena sono Dario Castro, Giuseppe Coniglio ed Eleonora Sabatini.

Le dichiarazioni del direttore artistico Giuliano Peparini

Spazio chiuso e conflitto costante; come Troia, una prigione è un luogo chiuso dove gruppi rivali si fronteggiano in un conflitto continuo, senza una via di fuga immediata. Codici d’onore e vendetta. Nell’Iliade, la guerra è guidata da concetti di onore, vendetta e rispetto tra guerrieri. In carcere, regole non scritte e codici d’onore determinano rapporti di potere, rispetto e ritorsioni, proprio come accade tra Achille, Agamennone, Ettore e gli altri personaggi epici. Leadership e gerarchie rigide. Nei campi greco e troiano ci sono capi che comandano e fanno rispettare le proprie regole. All’interno del carcere, tra i detenuti, vi sono leader che dettano legge all’interno delle loro fazioni. Furia e distruzione. La rabbia di Achille, che guida gran parte della narrazione, potrebbe essere paragonata a esplosioni di violenza in carcere, dove il desiderio di vendetta o la perdita di un compagno porta a scontri sanguinosi. Unica via di uscito, la morte o il compromesso. Nell’Iliade, la guerra finisce solo con la distruzione di Troia, e molti personaggi muoiono. In carcere, per molti l’unica via d’uscita è scontare la pena fino in fondo o, in alcuni casi, soccombere alla violenza interna. La storia degli eroi dell’Iliade continua a risuonare nel XXI secolo, perché si basa su un racconto che mette in scena crisi sociali, politiche e individuali, in particolare attraverso la collera di Achille, che rimette in discussione l’ordine stabilito. Appare, purtroppo, evidente che tra l’epoca di Omero e la nostra, le dinamiche umane non siano molto cambiate. Fortissime le sinergie che si sono create durante le prove tra gli allievi della Peparini Academy e quelli dell’Adda. Un’occasione che non può che confermare l’incredibile potere dell’arte unita a sentimento”.

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