
La zona del Calatino Sud Simeto sta vivendo con apprensione la possibile situazione di tagli alla propria sanità che potrebbe colpire i Presìdi ospedalieri di Caltagirone e Militello in Val di Catania, motivo per cui i dirigenti forzisti Antonio Villardita (vicecoordinatore provinciale), Antonio Montemagno (consigliere metropolitano, comunale calatino e coordinatore comunale partitico), Carmelo Issara (consigliere comunale militellese) esprimono una loro posizione in favore delle strutture sanitarie territoriali in questione.

Le dichiarazioni dei tre dirigenti
Queste sono le dichiarazioni del vicecoordinatore provinciale Antonio Villardita:
“Parliamo di una delle aree più estese della provincia di Catania con oltre 100.000 abitanti che ogni giorno fanno riferimento agli ospedali di Caltagirone e Militello. In un contesto già fragile, pensare di ridurre posti letto e risorse è inaccettabile. Dobbiamo rafforzare i presidi, non ridimensionarli. Solo così possiamo attrarre medici, garantire servizi efficienti e difendere il diritto alla salute dei cittadini delle aree interne. Forza Italia sarà al fianco delle comunità locali in questa battaglia. Pretendiamo risposte chiare e interventi concreti dalla Regione: non possiamo permettere che la sanità del Calatino venga sacrificata ancora una volta“.

Queste quelle del consigliere metropolitano Antonio Montemagno:
“Per questo chiediamo al presidente della Regione, all’assessore regionale a alla Salute e ai vertici dell’Asp di Catania di vigilare e intervenire affinché non si proceda ad alcun taglio, ma anzi si avvii un serio percorso di potenziamento dell’ospedale “Gravina”, in termini di posti letto, personale e servizi. Il diritto alla salute non può essere negato a chi vive nelle aree interne della Sicilia“.

Qui quelle del consigliere comunale militellese Carmelo Issara:
“Le previsioni di tagli ai posti letto di chirurgia generale presso il Presidio “Mario Basso Ragusa” di Militello sono inaccettabili. Ridurre da dodici a soli quattro posti letto significa depotenziare un servizio essenziale, limitando l’accesso a cure fondamentali e costringendo i cittadini a trasferte disagevoli, questo non è “alleggerire” i servizi piuttosto smantellare un pilastro della nostra assistenza sanitaria”.
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