
Il primo cittadino ripostese Davide Vasta ha mandato una nota ufficiale al vescovo di competenza Antonino Raspanti per manifestare il proprio sgomento sulle parole del parroco della locale Chiesa del Carmine Daniele Raciti, in occasione dei Festeggiamenti per la stessa; stando alle ricostruzioni del fatto, il sacerdote ha parlato della situazione nel quartiere Scariceddu e di come si sarebbe comportata l’amministrazione comunale.

La nota di Davide Vasta
“Durante la funzione religiosa, momento che dovrebbe essere consacrato alla riflessione spirituale e alla condivisione del messaggio evangelico il parroco ha ritenuto opportuno trasformare il pulpito in una tribuna di attacco personale e istituzionale, accusando l’amministrazione comunale di aver abbandonato il quartiere in cui egli opera. Si tratta di un’affermazione non solo infondata, visto che l’amministrazione ha dimostrato con atti concreti il proprio impegno nei confronti del quartiere Scariceddu, recentemente oggetto di numerosi interventi di riqualificazione e attenzione da parte del comune, ma anche lesiva dell’immagine e gravemente inopportuna, considerato il contesto sacro in cui è stata pronunciata…È probabile che questo sia il vero motivo del suo astio. A tal proposito, è doveroso ricordare che il comune di Riposto non eroga, e non ha mai erogato anche in passato, contributi economici per le feste di quartiere, limitandosi, ove possibile, a garantire servizi logistici e supporto tecnico. Unica eccezione storica e consolidata è rappresentata dai solenni festeggiamenti in onore del Santo Patrono. Già in passato, di fronte ad analoghi episodi si era tenuto un confronto formale alla presenza di Sua Eccellenza il vescovo, durante il quale il parroco si era impegnato a non ripetere tali atteggiamenti. Con i fatti, invece, ha dimostrato di non saper rispettare né la parola data, né i doveri minimi di correttezza istituzionale. Simili comportamenti risultano incompatibili con la funzione pastorale cui un sacerdote è chiamato. Al contrario, contribuiscono ad alimentare inutili tensioni nel tessuto cittadino e a generare discredito verso le istituzioni civili. Una condotta, purtroppo non isolata, che dimostra un evidente disagio personale e un venir meno al dovere di lealtà, correttezza e rispetto reciproco”.
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