
Questi giorni in tutta l’Italia si stanno susseguendo moltissime manifestazioni riguardo la causa palestinese, come ad esempio nel borgo medievale etneo di Randazzo, che ha visto durante le celebrazoni per la tradizionale Festa medievale, lo svolgersi del presidio da parte di associazioni locali e cittadini vari.

Le dichiarazioni di Rossella Nina Iuculano di Civitas
La nota giurista randazzese Rossella Nina Iuculano, membro dell’associazione civica Civitas ha raccontato l’esperienza trascorsa:
“In contemporanea con tante altre città, anche a Randazzo abbiamo partecipato al momento di rumore collettivo promosso dall’iniziativa “Ultimo Giorno di Gaza“. Come gruppo di attiviste e attivisti randazzesi, in parte appartenenti a Civitas, associazione di promozione sociale di Randazzo, in parte semplici cittadine e cittadini, abbiamo deciso di aderire per esprimere il nostro sostegno alla popolazione palestinese e il nostro dissenso verso il silenzio delle istituzioni. L’iniziativa ha coinvolto anche alcune realtà del territorio: ringraziamo le parrocchie locali per aver fatto suonare le campane, e l’associazione Sicularagonensia, che ci ha offerto uno spazio durante la festa medievale per poterci esprimere. Durante l’azione abbiamo letto ad alta voce alcuni passaggi del comunicato ufficiale dell’iniziativa e abbiamo fatto tanto rumore affinché le nostre parole potessero arrivare fino a Gaza, perché chi resiste sappia di non essere solo” – poi Rossella Nina Iuculano introduce le dichiarazioni dell’iniziativa a livello nazionale – “Disertiamo il silenzio. Gaza muore di fame: il genocidio entra nella fase finale e Israele prepara così una terra senza popolo. Affamando, assetando e bombardando. A Gaza suonano le sirene delle ambulanze, che danno voce ai condannati a morte per la fame e le bombe. Quelle sirene dicono al mondo che non c’è più tempo. Ebbene rompiamo questo muro di silenzio. Uniamo le nostre sirene e le nostre campane alle sirene delle ambulanze di Gaza” – infine l’attivista conclude – “Abbiamo fatto scruscio per le bambine e i bambini palestinesi, per le palestinesi e i palestinesi tutti, che stanno morendo di fame e sotto le bombe. Per dire che non ci arrenderemo mai all’indifferenza“.




