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Relazione di Trantino, il parere di Damien Bonaccorsi:”Lasciati soli”

Questi giorni stanno vedendo molti attori sociali interessarsi alle sorti del capoluogo etneo, uno di questi anche il vicecapogruppo del Partito Democratico Damien Bonaccorsi, che ha parlato della relazione presentata in aula consiliare del primo cittadino catanese Enrico Trantino.

Il vicecapogruppo al comune di Catania del Partito Democratico Damien Bonaccorsi (foto di repertorio)

La posizione di Damien Bonaccorsi

Ieri in aula il sindaco Trantino non ha presentato una relazione annuale: ha presentato un volantino elettorale, vestito da documento istituzionale. Ha descritto una Catania efficiente, pulita, sicura. Ma ahimè quella città non esiste. La verità è che Catania è in crisi profonda e una parte di questa crisi è responsabilità del sindaco. Politica, diretta, personale…A Catania serviva una rotta, il sindaco ci ha solo riempito di slogan. Sul fronte rifiuti, la situazione è disastrosa. I quartieri continuano a essere invasi dalla spazzatura, la raccolta differenziata è ferma, i controlli sono inesistenti. I cittadini pagano una Tari altissima per un servizio che non funziona. Siamo arrivati al punto che pulire una strada diventa un evento da filmare. È questo il modello di efficienza che il sindaco racconta? Sulla sicurezza, il sindaco prova a sminuire, parlando di “percezione soggettiva”. Ma è assurdo parlare di percezione soggettiva quando un ragazzo di 23 anni è stato fermato mentre tentava di entrare armato in una banca su corso Italia. Ed è ancora più paradossale parlarne mentre i principali quotidiani titolano “scia di piombo in città” e nella settimana in cui i cittadini si sono svegliati quasi ogni giorno con la notizia di una nuova sparatoria. Parla di interventi rivolti alle nuove generazioni, ma nei fatti tutto si riduce a post celebrativi, visite istituzionali, sorrisi e strette di mano. Una retorica più interessata a esibire i giovani come un vanto, piuttosto che a investirci davvero. Più che “attenzione verso i giovani”, la definirei propaganda travestita da interesse. Chi cresce a Catania non chiede applausi: chiede di poter restare, lavorare dignitosamente, costruire il proprio futuro. Ma non esiste un piano per l’occupazione, per l’innovazione, per spazi dedicati alla creatività e alla cultura. Così, continuiamo a perdere la parte di questa Città che potrebbe cambiarla davvero. Sul fronte economico, il vuoto. Non esiste un modello di sviluppo. Commercianti e piccole imprese vengono lasciati soli, soffocati da burocrazia, regole incerte e mancanza di visione. E su mobilità e viabilità regna il caos: cantieri senza progettazione integrata, autobus inefficienti, piste ciclabili pericolose…Ho detto chiaramente che Catania ha bisogno di un’altra guida. Di chi sappia decidere, non solo comunicare. Amministrare non significa raccontare. Amministrare significa scegliere, pianificare, assumersi il peso delle decisioni. E oggi tutto questo continua a mancare…Per questo ho chiesto pubblicamente al sindaco di smettere con la propaganda e iniziare finalmente ad amministrare davvero. Di fissare obiettivi chiari, definire le priorità e programmare azioni a breve, medio e lungo termine. Costruire una roadmap politica concreta e attivare i tecnici per redigere i piani necessari per poterla raggiungere…Catania non ha bisogno di chi racconta. Ha bisogno di chi affronta, ha bisogno di coraggio“.

FOTO IN EVIDENZA DI REPERTORIO

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