
Il Ferragosto 2025 non verrà ricordato nella storia di questo decennio o secolo per il mare, i falò, le serate, piuttosto che qualsiasi altro legittimo metodo di riposo e o divertimento, ma per un vertice che ha ricordato per certi versi quelli tenuti fino agli anni ’80 del secolo scorso tra Stati Uniti e Russia (ai tempi Unione Sovietica): ad Anchorage in Alaska (terra storicamente comune alle due nazioni) presso la base militare Joint Base Elmendorf Richardson, i due capi di stato Donald Trump e Vladimir Putin si sono incontrati e hanno posto nuove basi di dialogo tra le due potenze che maggiormente dal 1945 in poi hanno rappresentato “i due mondi”.


L’incontro delle scorse ore
L’incontro è stato tenuto da tre rappresentanti a testa capi di Stato inclusi e ha visto per la Federazione il ministro degli Esteri Sergej Lavrov, il diplomatico Yuri Ushakov, per gli Usa il segretario di Stato Marco Rubio e il diplomatico Steve Witkoff (che già aveva avuto recentemente degli incontri su Mosca). Dopo circa tre ore o poco più, il vertice ha avuto una conclusione con una conferenza stampa congiunta dove prima ha parlato lo “Zar” e poi l’omologo americano, in cui hanno lasciato intendere la reciproca positività del dialogo, ma in vista di un nuovo inizio di relazioni, chiarendo il tycoon statunitense che per quel che riguarda specificatamente la questione ucraina l’obiettivo sarà di un “incontro con Putin e Zelensky“, convocando quest’ultimo già il 18 agosto proprio a Washington. Stando alle informazioni pervenute su scala internazionale le richieste russe vanno dall’esclusione di adesione dell’Ucraina alla Nato e all’Ue, piuttosto che al ritiro ucraino dal Donetsk, al riconoscimento del Russo come una delle lingue ufficiali del paese e al riconoscimento dei referendum del settembre 2022 da parte di Donetsk, Lugansk, Zaporižžja, Kherson e garanzie per le Chiese Ortodosse presenti.


I lasciti e possibili scenari
Quel che sicuramente si può dire è che il Cremlino ha dimostrato in questi tre anni e mezzo di agire con una strategia prudente ed oculata che ha portato al successo diplomatico mostratosi nelle ore scorse, e che probabilmente, la strada è stata tracciata per una pace duratura, diversamente da temporanei cessate il fuoco tanto menzionati negli ultimi tempi, trovando un interlocutore intelligente nel governo americano, che ha capito l’importanza strategica e tattica di un dialogo con Mosca per prevenire le sfide globali future, in quanto essa è crocevia di mercati strategici (Asia, Artico, in buona parte ha incisività anche in Africa), considerando la crescita dei paesi emergenti Brics come Cina e India ulteriormente nei prossimi decenni. Adesso nei prossimi mesi si capirà la durata dell’efficacia del recente summit e soprattutto quali reali risvolti si avranno; è chiaro che il vecchio continente deve elaborare nuovi ragionamenti su scala internazionale da portare avanti, probabilmente anche cambiare vari approcci applicati finora.
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