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Ponte San Giuliano, posizione di Civitas:”Ascoltare la cittadinanza”

Il crollo del Ponte San Giuliano sulla Ss 116 che collega Randazzo con Capo d’Orlando ha visto suscitare moltissimi attori sociali della società civile randazzese intervenire sull’argomento (nel frattempo è stato riaperto al traffico veicolare con installazione di barriere in cemento provvisorie, con senso unico alternato), come ha fatto l’associazione randazzese Civitas in suo post social.

Un’immagine sullo sfondo di Ponte San Giuliano visto da Randazzo (foto di repertorio)

Il post di Civitas

Non è stato un evento imprevisto: già nel luglio 2024, il noto geologo del nostro territorio, dottor Palmiro Mannino, tra gli altri, aveva segnalato il degrado ambientale in cui versava il ponte sul fiume Alcantara della Ss 116 Randazzo Capo d’Orlando, indicandone in un esposto puntuale i rischi stradali e strutturali. Nella segnalazione si legge di danneggiamenti risalenti al 2021. Gli amministratori, le istituzioni, dunque sapevano. Quello a cui la comunità randazzese ha assistito è, di conseguenza, un problema di partecipazione tradita. Il principio di partecipazione, cuore della democrazia e soprattutto della democrazia amministrativa, significa che i cittadini e i professionisti non parlano al vento, ma piuttosto quando una comunità segnala un pericolo, le istituzioni devono raccogliere quella voce, aprire un dialogo, agire e rispondere poi di quell’azione alla collettività, che ne è destinataria. Il sistema politico amministrativo riduce invece troppo spesso la partecipazione dei cittadini e dei professionistia a carta che si archivia, o, più grave, a voce che disturba. Occorrerebbe quindi un’importante inversione di rotta: guardare alla partecipazione non già come fastidio, ma come presidio di sicurezza pubblica. In difetto di tutto questo il conto è salatissimo e sempre a carico della comunità che paga in mancanza di infrastrutture e fiducia. Questo crollo, possiamo dirlo, ha colpe politiche. Chi governa ha l’obbligo, di ascoltare la cittadinanza perché nessuna democrazia è possibile se la voce dei cittadini resta lettera morta, e di prevenire e intervenire quando necessario per garantire sicurezza“.

FOTO IN EVIDENZA DI REPERTORIO

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