
L’Etna “rallenta” le sue attività vulcaniche su settembre: sono avvenuti dei cali dell’attività effusiva vulcanica, dopo ciò che era avvenuto negli scorsi giorni.
La situazione in essere
L’attività effusiva alimentata dalla bocca di quota 2.980 metri è cessata, i fronti lavici più avanzati sono fermi e il campo lavico è in raffreddamento, presenti rare emissioni di cenere da Sud Est che si disperdono rapidamente in area sommitale, basso anche il tremore e le sue sorgenti risultano localizzate di poco a Sud Est del cratere Nord Est, ad una quota nell’intervallo tra i 2.500 e i 2.800 metri. L’attività infrasonica è molto bassa ed è localizzata al cratere di Nord Est, non si rilevano variazioni importanti sulle stazioni delle reti Gnss e clinometrica, mentre lo strainmeter Druv ha mostrato una prima fase in depressurizzazione che ha accompagnato l’attività eruttiva ed una seconda fase in leggera pressurizzazione, che dal 31 agosto ad oggi ha cumulato circa 25 nanostrain.
Gli ultimi aggiornamenti
Durante questo pomeriggio, è stato notato un evento esplosivo a carattere impulsivo della durata di circa un minuto al cratere di Sud Est. L’esplosione ha prodotto una debole emissione di cenere che si è dispersa rapidamente in area sommitale.
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