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Chirurgia maxillo-facciale tra Aou Policlinico e Ccpm Taormina: curato bambino

Esemplare collaborazione tra strutture sanitarie di eccellenza ha consentito di salvare e migliorare la vita di un bambino burkinabé daffetto da una labiopalatoschisi associata ad una grave cardiopatia congenita: egli già in cura Ccpm di Taormina, grazie al progetto “Cuori ribelli” promosso dall’associazione “Una voce per Padre Pio”, per poi affrontare un’altra operazione, in questo caso di chirurgia  maxillo facciale con l’Uoc del San Marco di Alberto Bianchi, insieme ai cardiochirurghi del Ccpm coordinati da Sasha Agati e gli anestesisti di Enrico Iannace, con successo vedendo la ripresa del bambino, accudito anche da un’infermiera sua connazionale.

Le parole del direttore dell’Uoc del San Marco Alberto Bianchi

È stato un esempio virtuoso di medicina integrata. La presenza della malformazione cardiaca ha reso la procedura estremamente delicata. Solo grazie alla collaborazione tra professionisti altamente specializzati provenienti da più strutture, siamo riusciti a garantire la massima sicurezza al piccolo paziente”.

Le dichiarazioni del responsabile del Ccpm Sasha Agati

L’intervento chirurgico di palatoplastica e cheilorinoplastica primaria è usualmente eseguito in tempi chirurgici distinti al fine di garantire al paziente le migliori cure possibili, ed è perfettamente riuscito. Il piccolo potrà così far rientro a casa riuscendo a condurre una vita assolutamente normale. Di questo ringrazio tanto i medici e la Direzione generale del Policlinico di Catania”.

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