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Graziano Lobianco: tra la cattedra e il palcoscenico, il rock come filosofia di vita

Catania, Milano, Padova: tre città, un’anima sola. Quella di Graziano Lobianco, docente di Filosofia e Storia, cantautore e musicista, un uomo che ha fatto della passione il proprio mestiere e della musica il proprio linguaggio universale. Un cammino che si dipana con maestria tra la cattedra e il palcoscenico, tra le sonorità graffianti del rock e le più intime meditazioni esistenziali, in un equilibrio raro e magistrale.

Graziano Lobianco con alcuni dei suoi studenti

Dalle radici siciliane al palcoscenico nazionale

La musica è il suo respiro sin da quando è nato a Catania, una Città che porta con orgoglio nel cuore e nella voce. A dodici anni, con una chitarra classica tra le mani e la guida di un maestro, ha scoperto che le emozioni si possono trasformare in melodie. “Dopo un anno di studio, è stato naturale: testi e note uscivano da soli, come se avessi solo bisogno di un pretesto per farli emergere”, racconta. Elvis Presley, Lucio Battisti, i cantautori impegnati degli anni ’60 e ’70: sono queste le voci che lo hanno formato, insegnandogli a guardare il mondo con occhi curiosi e a tradurre la realtà in canzoni. “Non invento nulla, tutto nasce da ciò che ho ascoltato, letto, vissuto. L’anima restituisce alla mano ciò che hai incanalato dentro”, confessa con la sincerità di chi vive la musica come una necessità.

Locandina di Graziano Lobianco durante “Percorsi tour” del 2015

L’insegnamento e la musica: due facce della stessa medaglia

Graziano non ha mai scelto tra la cattedra e il palcoscenico. Li ha abbracciati entrambi, perché entrambi sono la sua casa. “Sono fortunato: condivido da anni due lavori che amo profondamente. Trasmettere l’arte del suonare è per me un ambiente in cui mi sento pienamente a mio agio, il luogo dove posso dare voce al mio io più autentico, alle mie idee e a ogni sfumatura del mio umore’’, racconta Graziano, evocando quasi con naturalezza la poesia di Roberto Vecchioni, quel maestro che ha saputo fondere cultura e musica con rara bravura. Originario di Catania, ha intrapreso il viaggio prima verso Padova per lavoro, e ora ha messo radici a Milano, portando sempre con sé l’anima e i colori della Sicilia, impressi nei suoi testi, nelle sue melodie e nei ricordi indelebili che lo accompagnano ovunque. ‘’L’insegnamento e la musica sono il mio habitat naturale, dove posso esprimere me stesso, le mie idee, i miei stati d’animo”, spiega, citando quasi senza volerlo Roberto Vecchioni, un altro grande artista che ha saputo unire cultura e canzone. Trasferitosi da Catania a Padova per lavoro, e ora approdato a Milano, Graziano porta con sé la Sicilia ovunque vada nei testi, nelle melodie e nei ricordi. “Ogni occasione è buona per tornare a Catania, dove vivono i miei familiari. È lì che respiro l’aria di casa”.

Dai villaggi turistici alla televisione: un viaggio di note e sacrifici

La sua gavetta artistica si è svolta sotto le insegne dei resort, un banco di prova dove, tra sorrisi e note, ha gettato le basi della sua carriera come eclettico animatore e musicista. ‘’Mi ricorda Fiorello’’, scherza, ma dietro quel sorriso c’è la consapevolezza di aver fatto della musica il proprio mestiere, giorno dopo giorno. Gli anni passano, le esperienze si accumulano: pub, piazze, concorsi canori. Nel 2018, il riconoscimento a “Sanremo Rock” con il brano “Sei Tu”, che gli vale la produzione del videoclip ufficiale. “Essere riconosciuto come una delle migliori band siciliane è stato un traguardo, ma anche un punto di partenza”. Nel 2023 arriva la svolta: scrive la sigla e le musiche per il programma televisivo “Switch Style”, condotto da Elisabetta Gregoraci. Un passo importante, che lo proietta verso nuovi orizzonti. “Ultimamente è cresciuto sempre più il desiderio di scrivere musica per la TV, i docufilm, il cinema. Non si sa mai, vedremo!”, dice con l’entusiasmo di chi sa che la strada è ancora lunga e piena di possibilità.

“Rock in stanza 7”: l’album che racconta un’anima

Il 29 settembre 2025 uscirà “Rock in stanza 7”, il suo nuovo album, anticipato dal singolo “Ti aspettavo da un po’”, già in rotazione. Un traguardo raggiunto, un sogno finalmente concretizzato: la prova luminosa che la via scelta è quella giusta. “Dopo anni di sacrifici, arrivare in Rai è un’emozione indescrivibile. Essere ospite della quarta puntata estiva diMissioni d’Estateè un’agnizione che mi riempie di orgoglio”, confessa, ricordando la serata del 5 settembre, quando la sua composizione ha risuonato in seconda serata, tra risate, sfide e volti noti del panorama televisivo italiano.

La musica come missione, la vita come canzone

Graziano Lobianco non è solo un musicista, non è solo un docente. È un uomo che ha fatto della passione il proprio faro, che ha trasformato le emozioni in arte e la vita in una canzone. “Il rock è la musica con cui esprimo le mie emozioni, ma ogni nota, ogni testo, è il risultato di un percorso, di un ascolto, di una lettura. La musica è la mia filosofia, la mia storia, il mio modo di essere al mondo”.

E mentre si prepara a presentare il suo nuovo album, continuando a insegnare, suonare e sognare, Graziano Lobianco ci ricorda che la vera arte nasce dall’anima, si nutre di passione e si condivide con il mondo. Perché, come dice lui stesso, “la cattedra e il palcoscenico sono il mio habitat naturale. E lì, tra i ragazzi e il pubblico, trovo ogni volta la mia ispirazione”.

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