
La notizia del prolungamento del contratto fino a giugno 2027 per Mimmo Toscano arriva direttamente dall’Australia e dal presidente Rosario Pelligra, raggiante dopo le prime tre giornate, più contenuto dopo le ultime due prestazioni. E viene data con una scelta temporale non certo casuale: alla vigilia di un derby, col Trapani, in ottime condizioni, e di una trasferta difficile, col Cerignola. Due partite che potrebbero rilanciare il Catania verso le posizioni dell’alta classifica e continuare a legittimare la leadership che aveva assunto nelle prime tre giornate, oppure ridimensionare ambizioni e prospettive. Pelligra, diciamo, ha giocato d’anticipo. Sembrerebbe che abbia percepito qualche mal di pancia negli spogliatoi e, soprattutto in infermeria, dove i calciatori cominciano a fare la fila, esattamente come nello scorso campionato. Già sono quattro, compreso Caturano che prima di venire a Catania giocava e segnava e, forse complice il microclima etneo, appena arrivato è andato ko, i calciatori indisponibili, anzi cinque, perché uno non è mai stato arruolabile. Due partite come queste concluse con esito negativo avrebbero potuto far pensare, questo è quanto balenato in una parte consistente della tifoseria, e non solo, che la panchina avrebbe potuto crollare miseramente. Così non potrà essere, almeno lo fa intendere Pelligra, perché a Toscano, assai ripetitivo nelle sue dichiarazioni pre e post partite, anche in quelle fallimentari quando si sforza di trovare comunque qualcosa di positivo, bontà sua, sarà pagato fino al giugno 2027. Il messaggio è chiaro, ma è anche un possibile boomerang. Se le prime in classifica dovessero continuare ad allungare il passo, la Salernitana sembra avere questa potenzialità, ed a fine anno il Catania si ritrovasse attardato, com’è ormai abitudine, avendo per di più sprecato malamente il jolly Coppa Italia, la società non rischierebbe di dimostrare di non aver imparato nulla dalla gestione Lucarelli? Tanti interrogativi, tanti se e altrettanti ma, a cominciare dalla risposta dei calciatori in campo. Potrebbero non giocare “contro l’allenatore”, ma neanche contro l’avversario con il coltello dei denti. Vedremo.
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