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Vicenda Oda, Usb Lavoro privato commenta “nuovi sviluppi”:”Rispetto”

Usb Lavoro privato durante i mesi estivi non ha dimenticato i lavoratori, a cominciare da quelli di Oda Catania: a causa del fatto che ci sono stati “nuovi sviluppi”, ecco che la sigla rilascia una nota in cui pone degli interrogativi su ciò.

La nota di Usb Lavoro privato

Apprendiamo dalla stampa che “si è conclusa la procedura per selezionare un ente che affittasse il ramo sanitario dell’Oda “e che tale “ente”, in convenzione con l’Asp Catania, è  il Consorzio Cooperative Sociali Sisifo con sede legale a Palermo e sede amministrativa a Catania. Intanto, mentre l’arcivescovo monsignor Renna e il presidente della Fondazione Opera Diocesana Assistenza Catania avvocato Landi, sempre ed esclusivamente attraverso la stampa, comunicano al mondo e dintorni l’avvenuto affitto, le lavoratrici e i lavoratori dell’Oda stanno trascorrendo il 2025 con la speranza, diventata ormai una sorta di leggendario miraggio, degli stipendi promessi ma non retribuiti : gli stipendi arriveranno con Babbo Natale, o bisognerà attendere la Befana, oppure la sorpresa dell’uovo di Pasqua o arriverà l’ennesimo Pesce d’aprile? ⁠Intanto, ci sono anche le lavoratrici e i lavoratori che che si sono licenziati per giusta causa che attendono gli stipendi non pagati e il Tfr maturato. Intanto, di tutto questo non abbiamo appreso nulla di concreto, neanche attraverso la stampa, da parte di monsignor Renna e dell’avvocato Landi. Solo comunicazioni unilaterali attraverso la stampa: ignorate le lavoratrici, ignorati i lavoratori, a cui vengono indirizzate benedizioni e ringraziamenti vari e avariati; ignorate le organizzazioni sindacali, almeno per l’Usb ne siamo certi. ⁠Intanto, all’Asp Catania come organizzazione sindacale chiediamo la presenza nell’attività dell’Oda e dell’ “inquilino” Sisifo. Sempre dalla stampa abbiamo appreso che il Consorzio Sisifo in prima battuta era stato superato da un ente con sede non in Sicilia, poi le offerte sono cambiate e Sisifo è riuscito ad arrivare in cima, sperando che non accada, quello che racconta la leggenda: Sisifo, condannato dagli dei a un’eterna punizione, doveva far rotolare una roccia immensa su una collina, solo per vederla rotolare giù quando raggiungeva la cima, costringendolo a ricominciare in un ciclo senza fine…Le lavoratrici e i lavoratori e gli assistiti dell’Oda meritano rispetto“.

FOTO DI REPERTORIO

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