
Crateri Silvestri, la posizione di Caputo:”Patrimonio universale”
Continua la questione legata alla gestione dei Crateri Silvestri dell’Etna, che addirittura ha dato rilevanza su scala internazionale, motivo per cui il primo cittadino belpassese Carlo Caputo (essi ricadono proprio in questo territorio comunale) interviene sulla vicenda, avendo anche avuto esperienza proprio come presidente del Parco dell’Etna.

La posizione del sindaco di Belpasso Carlo Caputo
“L’Etna non è un affaire di noialtri, ma un patrimonio universale. Il mondo ci osserva e questo ci impone una responsabilità maggiore. Ho atteso prima di intervenire sulla questione, sperando in azioni risolutive, ma ho riscontrato solo risposte e iniziative troppo timide rispetto all’importanza della vicenda. Un primo intervento del privato durante l’emergenza Covid, volto a installare paletti e pannelli, fu oggetto di richiesta di autorizzazione. La risposta del Parco fu negativa, con la motivazione che i Silvestri non necessitavano di regolamentazione degli accessi. Successivamente, fu presentata una nuova iniziativa per un laboratorio all’aperto, che includeva nuovamente la regolazione degli accessi. Il progetto fu presentato, ma il mio incarico si concluse. Per quanto di mia conoscenza, quel progetto rimase non esaminato e quindi non approvato…Ciò che desta maggiore perplessità è l’assenza di azioni amministrative immediate. È noto che ogni attività economica esercitata in un’area parco non può prescindere dal preventivo ed obbligatorio parere vincolante dell’Ente Parco, parere che ad oggi risultan inesistente. Inoltre, è anche necessario verificare tutti gli aspetti urbanistici e autorizzativi essenziali, quali parcheggi e piani di sicurezza, indispensabili per l’esercizio di qualsiasi attività economica. Se i Crateri Silvestri devono rimanere di proprietà privata, si può considerare un ticket d’ingresso, ma questo deve essere concesso solo in cambio di un servizio reso effettivo e tangibile per il visitatore. Inoltre, deve assolutamente essere garantito il mantenimento di un percorso di accesso e passaggio gratuito per tutti. Il Parco, nella sua autorità di ente autorizzatorio, ha la piena possibilità di conciliare l’interesse della proprietà privata con il preminente interesse pubblico. Una delle opzioni da considerare è la ripresa dell’acquisizione dell’area tramite esproprio per pubblica utilità. È fondamentale procedere con urgenza, poiché il valore del sistema vulcanico è destinato a un inevitabile incremento economico a seguito dell’introduzione del conteggio degli ingressi e della conseguente “quantificazione” della sua attrattiva. Non credo sia impossibile, in vista dell’imminente Legge di Stabilità regionale, reperire le risorse finanziarie necessarie a tale operazione. Parallelamente, si può anche esplorare una seconda ipotesi, potenzialmente più complessa, ma assolutamente percorribile legalmente, e cioè il riconoscimento dell’uso pubblico dell’area. Data la libera fruizione protrattasi per oltre un secolo, questa strategia mira a far valere l’interesse collettivo e la consuetudine per garantire la futura accessibilità del sito. Si può e si deve agire, ma non domani, già oggi”.
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