
Paternò, comune sciolto per infiltrazioni mafiose
Momento “delicato” per la Città di Paternò: il Consiglio dei ministri su proposta del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi delibera lo scioglimento del consiglio e della giunta comunale paternese per infiltrazioni mafiose, affidando per un anno e mezzo (diciotto mesi, rinnovabili fino a ventiquattro) a una Commissione straordinaria la gestione dello stesso.
Il post social del sindaco di Paternò Nino Naso
Tramite una sua pagina social il primo cittadino paternese Nino Naso commenta così la situazione:
“Siamo certi che i nostri atti amministrativi sono stati sempre improntati al rispetto della rigorosa osservanza delle leggi e della legalità. Il provvedimento del Consiglio dei ministri non ci coglie di sorpresa, ma conferma che nonostante la correttezza dell’azione amministrativa si possono operare scelte politiche che danneggiano un’intera comunità. L’astio e l’odio politico non hanno aiutato la nostra città anzi hanno aggiunto ricostruzioni e suggestioni prive di fondamento ma utili a creare un clima avverso alla città. Non ci lasceremo intimidire dai prossimi sciacalli di turno anche perché loro hanno la maggiore responsabilità politica e morale di ciò che Paternò sta subendo“.
Le dichiarazioni del presidente dell’Ars Gaetano Galvagno
Il presidente dell’Assemblea regionale, essendo anche cittadino paternese sui propri profili social dice:
“L’atto con cui il Consiglio dei ministri ha disposto lo scioglimento per infiltrazioni mafiose del comune di Paternò purtroppo non è inaspettato. Da forza politica di opposizione in comune siamo stati sempre molto perplessi sulla gestione della città negli ultimi anni, ma mai avremmo voluto leggere una notizia del genere che lascia una macchia indelebile sulla nostra comunità e trafigge i nostri cuori. Spero vivamente che si possa lavorare sin da subito al superamento di una delle pagine più buie della nostra storia recente. Mi auguro che ci possano essere le migliori energie per far rialzare la testa con orgoglio ad una comunità onesta ed operosa come quella di Paternò che non merita di essere macchiata da questa onta“.
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