
Etna 1983: il ricordo di un’impresa storica
14 maggio 1983, ore 04:09 del mattino, brillano le mine. La deflagrazione crea il varco, artificiale, per consentire alla lava di defluire senza danni alla popolazione. È storia! L’intervento della task force ha salvato da un potenziale esodo migliaia di etnei delle città limitrofe alle pendici del vulcano

Il rapporto viscerale con l’Etna
Può trarre in inganno il mero gergo toponomastico “paesi etnei”, facendo intendere che l’affetto appartenga solo a chi possiede questo appellativo, poiché l’amore per “Lei, l’Etna” si estende praticamente a tutto il circondario provinciale. Quello che resta impresso nei cuori di tutti i cittadini che in un modo o nell’altro durante il quotidiano vivere vedono il vulcano attivo più alto d’Europa è proprio un attaccamento quasi morboso.

Perché se in fondo è la prima cosa che notiamo prima di un qualsiasi atterraggio, da un aereo, che ha come destinazione l’aeroporto di Catania-Fontanarossa “Vincenzo Bellini“, l’Etna è anche la prima cosa che mettiamo nei nostri bagagli, idealmente, quando andiamo via. Appartenenza? Identità? In concreto nessun “etneo” può dissociarsi da questo vulcano. Nemmeno a mille miglia di distanza.

L’impresa, la famiglia Colombrita ed il ricordo
Quarant’anni dopo, l’eco di quell’ “impresa che sa di leggenda” torna a vibrare forte alle pendici dell’Etna. Quella notte, gruppi di uomini, guidati da competenza tecnica e coraggio, riuscì nell’impresa ricordata fino ai nostri giorni. Un episodio che ha segnato la storia della protezione civile italiana e che oggi viene rievocato non solo come cronaca di un successo ingegneristico, ma come simbolo di coesione e responsabilità collettiva.
Al centro della serata di ieri, la famiglia Colombrita: Rosario Colombrita, promotore dell’iniziativa, ha ripercorso con immagini e testimonianze il dietro le quinte di un lavoro che unì uomini e mezzi in condizioni estreme, tra freddo e buio, con la consapevolezza di dover proteggere un’intera comunità.
Il ricordo si è intrecciato con la restituzione simbolica di documenti e memorie: il quotidiano “La Sicilia” ha consegnato alla famiglia una selezione delle pagine storiche del 1983, mentre Filippo Colombrita ha affidato al sindaco di Catania, Enrico Trantino, la chiavetta contenente il docufilm dell’evento. Un gesto che suggella la volontà di trasformare quella memoria in bene civico, patrimonio condiviso da custodire e tramandare.




