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Vicenda Civita, la nota dei consiglieri Cardello e Saglimbene

I consiglieri comunali catanesi della Lega Andrea Cardello e Valentina Saglimbene intervengono con una nota in merito al dibattito nato sul discorso di riqualificazione del quartiere storico catanese Civita.

La nota dei due consiglieri

Sorprende che dopo tanti incontri e sopralluoghi sulla riqualificazione del quartiere Civita compaia, su alcuni organi di stampa, una delegazione di un non-meglio-precisato “neocostituito comitato di residenti della Civita” che parla di un “documento di protesta sui lavori di pedonalizzazione e riqualificazione previsti lungo via Porta di Ferro, parte di via Vecchio Bastione e via Graziella”. L’ingerenza di non meglio identificati individui che attaccano a priori, senza voler creare un dialogo costruttivo e produttivo per la città, ha il solo effetto di trasmettere messaggi distorti, mendaci e fuorvianti. La domanda sorge spontanea: dove si trovavano questi “signori” quando l’amministrazione ha incontrato i residenti della Civita a Palazzo della Cultura e successivamente quando i due esponenti del gruppo “Prima L’Italia Lega – Per Salvini Premier”, Andrea Cardello e Valentina Saglimbene, incontravano i cittadini ed i commercianti del quartiere Civita ed ascoltavano le loro richieste proponendo soluzioni concrete riguardante il nodo parcheggi, durante la fase dei lavori, con accesso ai diversamente abili sempre garantito? Va da sé che le dichiarazioni rilasciate da pseudo comitati sulla pedonalizzazione e riqualificazione previsti lungo via Porta di Ferro, parte di via Vecchio Bastione e via Graziella non intaccano le attività che giornalmente vengono espletate dal gruppo “Prima L’Italia Lega – Per Salvini Premier” nei lavori di Commissione, a Palazzo degli Elefanti e in tutte le altre sedi opportune con il preciso scopo di riqualificare una parte della città che merita un rilancio definitivo. Quanto riferito a mezzo stampa, del “neocostituito comitato di residenti della Civita” si pone quale attacco meramente politico e non realmente costruttivo tendente a difendere e giustificare la linea del disfattismo, non certamente quella di riportare decoro e lustro ad uno dei più antichi quartieri di Catania“.

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