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Piazza Dante smarrita: tra marciapiedi rotti e sogni infranti

Piazza Dante, cuore dell’Antico Corso di Catania, è un luogo vivo e frequentatissimo, specialmente grazie alla presenza di due dipartimenti universitari: Scienze Umanistiche, ospitate nell’ex Monastero dei Benedettini, e Scienze della Formazione, che trova spazio nell’ex Conservatorio delle Verginelle di Sant’Agata.

Sporcizia a ridosso del Monastero di San Nicolò l’Arena

Qui, l’incontro tra storia, cultura e gioventù dovrebbe definire un clima di fermento e bellezza. E invece, ahimè, il degrado urbano si presenta come un’ombra fastidiosa e persistente, un morbo che intacca non solo l’aspetto estetico, ma anche la sicurezza, la vivibilità e l’identità stessa di questo spazio così caro. I marciapiedi necessitano di una ristrutturazione urgente; le pietre basolati sono spesso divelte, creando un vero e proprio percorso ad ostacoli, una sfida quotidiana per pedoni e ciclisti distratti. Gli alberi, che dovrebbero essere il respiro verde della piazza e dei giardini di via Biblioteca, giacciono trascurati, con rami pericolanti e fronde incolte che sembrano gridare aiuto. Intanto, le esalazioni della trascuratezza urbana sono completate da escrementi di cani lasciati senza raccoglitori, tombini che implorano di essere svuotati, e bottiglie di spumante vuote abbandonate come reliquie di feste irresponsabili. Non si può ignorare che, durante i festeggiamenti di laurea, i nostri giovani spesso si affidano a piccoli tubi spara coriandoli che, seppur piacevoli, diffondono materiali non biodegradabili, deturpando l’ambiente con la leggerezza di un gesto di allegria che però lascia detriti. Una festa dovrebbe elevare lo spirito, non corrompere gli spazi comuni. E, con un sorriso canzonatorio, si potrebbe dire che questa “pièce” di sporco spettacolo ruba la scena anche a quei coriandoli colorati.

Un tombino di piazza Dante

Tra le vie trascurate e le ormai quasi scomparse strisce zebrate, la situazione diventa una sfida quotidiana per chi attraversa: studenti, abitanti, passanti. Immaginate di dover zigzagare tra buche e rattoppi improvvisati, con le strisce che sembrano un ricordo svanente, in un luogo dove la sicurezza dovrebbe essere sacra più di ogni altra cosa. È un invito, senza dubbio, a un intervento rapido e determinato. Tuttavia, non tutto è perduto. Per rimediare a questo degrado – che appare come una piaga che sembra non voler guarire – serve un impegno collettivo e coordinato: dalle amministrazioni pubbliche alle Forze dell’Ordine, fino a ciascun cittadino, nel rispetto e nella cura degli spazi comuni. Solo con interventi strutturali mirati, una pulizia urbana rafforzata e campagne d’educazione civile verso i cittadini, gli studenti di ogni ordine e grado potremo restituire a piazza Dante e ai suoi dintorni il decoro e la sicurezza che meritano. Perché una piazza viva, curata e accogliente racconta una comunità che si ama e si rispetta. Sognare una piazza Dante dove cultura e bellezza convivono armoniosamente con ordine e pulizia non è un’utopia, ma un obiettivo possibile se tutti sapremo fare la nostra parte. Dopo tutto, un luogo non è solo mattoni e alberi: è la somma delle attenzioni – e delle emozioni – che gli dedichiamo.

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