
Ogni 5 gennaio a Catania ricorre l’anniversario di morte di una delle più grandi figure cittadine del secolo scorso, nonché Giuseppe Fava, noto giornalista, drammaturgo e artista originario di Palazzolo Acreide e vittima della mafia proprio il 5 gennaio 1984, motivo per cui ogni anno viene commemorata la sua storia in questa data, giunta al 42simo anniversario.


Il presidio commemorativo
Nel luogo dell’agguato del 5 gennaio, si è svolto un presidio commemorativo al quale l’amministrazione comunale ha preso parte con l’assessore ai Beni confiscati alla mafia Viviana Lombardo, che ha deposto un omaggio floreale a nome dell’ente comunale, in segno di memoria condivisa e di vicinanza alla Fondazione Fava e ai familiari del giornalista.

La nota di commemorazione
Il sindaco Enrico Trantino, anche a nome dell’intera giunta comunale, ha diffuso una nota di commemorazione:
“La forza morale e la limpida testimonianza civile e professionale di Giuseppe Fava, espresse nella sua azione di contrasto alla mafia e agli interessi illeciti, restano un patrimonio vivo per Catania e per la Sicilia, un richiamo costante contro ogni forma di illegalità e contro l’uso distorto delle risorse pubbliche da parte della criminalità organizzata. La ferma condanna della violenza mafiosa, di cui Fava è stato autorevole e coraggioso interprete attraverso il giornalismo, il teatro, l’arte e l’impegno civile, lo ha accompagnato fino all’estremo sacrificio, consegnando alle giovani generazioni un messaggio di responsabilità e di speranza. La sua straordinaria ricchezza culturale è stata ricordata a Catania, in sintonia con le numerose iniziative che si svolgono in tutta Italia, attraverso una lunga esposizione nella Galleria comunale d’arte moderna delle opere pittoriche e dei disegni di Giuseppe Fava, promossa dalla Fondazione a lui intitolata in sinergia con il comune e che sta per concludersi, visitata da migliaia di cittadini e in particolare da molti studenti che hanno riconosciuto nella sua produzione artistica una forma alta e incisiva di denuncia civile“.

Il ricordo di Orazio Vasta
Il giornalista impegnato da decenni nella “lotta sociale alla mafia” Orazio Vasta ricorda così Giuseppe Fava:
“A distanza di 42 anni dall’assassinio manifestare nel nome di Pippo Fava rimane un atto di lotta! Un atto di lotta non solo nei confronti dei mafiosi e dei loro padroni, ma anche nei confronti di chi pensa di poter istituzionalizzare, alias normalizzare, la lotta, l’insegnamento e lo stesso sacrificio di Pippo Fava, normalizzazione in corso da anni. Chi sostiene che “tutta la città” è con Pippo Fava mente sapendo di mentire!“.
La nota di “Antimafia e Legalità”
“Sono passati 42 anni dall’uccisione di Pippo Fava per mano di Cosa Nostra catanese. Come spesso accade si scoprono e vengono condannati gli esecutori materiali e mai i mandanti, che rimangono, più o meno occulti. Sui quali semmai vi sono sospetti non utilizzabili in sede processuale. Tuttavia, come diceva Pasolini, sappiamo chi sono, ne abbiamo la consapevolezza morale, ma non le prove. Essi vanno cercati nel complesso e trasversale sistema di potere che ha governato e governa la Città di Catania, e non solo. Negli anni sono cambiati alcuni protagonisti ma il sistema è intatto, magari più forte di prima perché più invisibile. Ho in mente alcuni nomi ma, almeno per il momento, non possono essere resi noti. Coltivo la speranza che un giorno, ciò possa avvenire. Nel frattempo, con l’associazione “Antimafia e Legalità“, ci impegneremo nelle scuole, affinché le nuove generazioni facciano propria l’etica della legalità e acquisiscono un’autonoma capacità critica e così consentire che un giorno, finalmente, il sistema di potere occulto venga smantellato dalle fondamenta. Questo è un dovere morale e civile inderogabile“.




