MadonneNotiziePaesi EtneiReligioneStoria

Belpasso, il sigillo della misericordia e il riservo del veggente

Fu il primo giorno di maggio del 1988 quando, secondo il racconto tramandato dai testimoni, la Vergine Maria apparve per l’ultima volta in modo visibile a Rosario Toscano. All’epoca quel ragazzo catanese, cresciuto nella quiete della campagna di Belpasso, non immaginava certo che la sua vita sarebbe stata consegnata a una storia capace di attirare, negli anni, fiumi di pellegrini e di interrogativi. Da quella data sono trascorsi circa trentotto anni. E ne sono passati quasi quaranta dalla primissima apparizione mariana, che l’11 maggio 1986 avrebbe inaugurato la lunga vicenda spirituale legata oggi alla cosiddetta “Roccia della Speranza”, un altare sorto accanto al masso lavico dove tutto ebbe origine. Il nome, destinato a durare, lo coniò il giornalista Tino La Spada, che dedicò al fenomeno un volume divenuto riferimento dei primi cronisti della vicenda.

La Crisalide della Vocazione

Nel 1986 Rosario ha quindici anni. È un giovane misurato, riservato e devoto. Un giorno di inizio maggio, mentre riposa a letto sconvolto da una malattia repentina, afferma di udire una voce femminile, dolce e ferma allo stesso tempo: “Hai sofferto abbastanza, ora basta. Secondo il sito ufficiale del movimento nato intorno agli eventi, “quella voce non si limita a prometterne la guarigione, ma gli chiede riserbo“. Soltanto più tardi, la misteriosa presenza si svelerebbe come la Madre di Dio. Da quel momento inizia il ciclo delle apparizioni vere e proprie: la prima l’11 maggio 1986, a mezzogiorno esatto, di fronte alla roccia lavica accanto alla casa di famiglia. Con lui ci sono i genitori e alcuni parenti, increduli ma incapaci di negare ciò che il ragazzo sostiene di vedere. Da quel giorno fino al primo maggio 1988 le apparizioni saranno trentadue. La 33sima, promessa ma non datata, rimane tuttora sospesa nella dimensione dell’attesa e del mistero.

L’Involontario Co-protagonista

Ben presto la collina di Borrello (quartiere di Belpasso) si trasforma in un punto di richiamo. Arrivano fedeli, curiosi, scettici, malati. Giungono anche i media. Rosario, però, rimane ai margini. Non si presta a interviste, non costruisce gruppi, non cerca seguito. Accetta il proprio ruolo, seppur con una punta di imbarazzo. Una scelta di sobrietà che gli verrà riconosciuta anche dall’allora arcivescovo di Catania, Luigi Bommarito. Nel maggio 1989, sulle pagine del di un noto mensile a tema religioso, Bommarito lo definisce ‘’ragazzo umile e pulito’’, raccontando di averlo incontrato più volte:

È sereno, equilibrato, non vuole attenzioni. Una volta mi disse: Sono contento che la gente non cerchi più me, ma vada alla Roccia a pregare la Madonna. Non si rendeva conto del valore di quelle parole”.

Per un ragazzo catapultato in un fenomeno pubblico di tale portata, quell’estrema discrezione è forse la parte meno narrata, ma la più rivelatrice.

I Segreti e il Faro della Misericordia

Il nucleo teologico del messaggio si concentra nei dodici segreti che, secondo il veggente, Maria gli avrebbe affidato l’1 marzo 1987. Due riguarderebbero la sua vita personale; gli altri dieci il destino dell’umanità. Rosario non ne ha mai rivelato il contenuto. Le sue uniche ammissioni parlano di scenari dolorosi, tanto da averlo, dice, fatto piangere per settimane:

Forse non avrei avuto più pace se il Cuore della nostra Madre non mi avesse consolato’’.

Eppure proprio dentro questa dimensione drammatica si inserisce il punto più luminoso della vicenda: il cosiddetto “settimo segreto”, che secondo il racconto sarebbe stato modificato. Non più un evento di castigo, ma un dono destinato a tutto il popolo di Dio. “Sarà un evento bello”, avrebbe detto la Madonna il primo marzo 1988.

Rosario, anni dopo, spiegò così la portata di quella promessa:

Quando il mondo sembrerà sconvolto e gli eventi pronti a precipitare, brillerà un faro nella notte: il settimo segreto, il segreto della misericordia“.

Una visione che richiama quella grande corrente spirituale che, dagli anni ’80 del secolo scorso in poi, ha attraversato molte esperienze devozionali europee e che poggia sull’immagine di un Dio non tanto giudice quanto soccorritore.

Il Silenzio che Resiste

Oggi di Rosario Toscano si sa pochissimo. Non partecipa a raduni, non rilascia dichiarazioni pubbliche, non gestisce alcuna comunità. La sua esistenza scorre in un riserbo così assoluto da essere, di per sé, un messaggio. Una scelta controcorrente (a differenza di Medjugorje), in un tempo in cui l’esposizione permanente sembra essere diventata la regola.

Resta dunque a lui la decisione se, quando e come rendere noti i contenuti dei segreti. Per ora, la storia di Belpasso rimane sospesa tra la devozione popolare, una lunga scia di testimonianze e l’enigma custodito da un uomo che, da quasi quarant’anni, preferisce lasciare parlare i fatti e tacere il resto.

In fondo, se davvero “a ogni giorno basta la sua pena”, forse è proprio nel silenzio che si custodisce la parte più autentica di ciò che è accaduto su quella roccia lavica, tra gli alberi e la lava antica di Borrello a Belpasso.

Mostra di più

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio