
Apertura al dialogo, ma senza operazioni di facciata. Cgil, Cisl e Uil rispondono alle parole del sindaco di Catania e della Città Metropolitana, Enrico Trantino, sul Piano degli immobili pubblici, dichiarandosi disponibili a un confronto vero, strutturato e continuo.
Zona Industriale, periferie, rigenerazione urbana sociale, servizi sociali, sanità, lavoro
«Non è mai troppo tardi. Se davvero il sindaco di Catania e della Città metropolitana Enrico Trantino vuole avviare oggi un percorso di confronto con Cgil-Cisl-Uil, come ha annunciato lui stesso parlando del Piano degli Immobili pubblici, noi ci siamo».
La posizione è contenuta in una lettera aperta firmata dai segretari generali Carmelo De Caudo (Cgil), Maurizio Attanasio (Cisl) ed Enza Meli (Uil), che chiedono scelte condivise, una visione complessiva e impegni verificabili. I temi indicati sono quelli ritenuti prioritari e non più rinviabili: Zona Industriale, periferie e rigenerazione urbana e sociale, servizi sociali e sanità, lavoro e presenza dello Stato. «È su questi nodi strutturali che si misura la credibilità dell’amministrazione».
Al centro dell’appello c’è la zona industriale di Catania, principale polo produttivo dell’area etnea, da anni segnata da degrado infrastrutturale e assenza di una governance stabile. I 50 milioni di euro annunciati da comune e Regione vengono considerati un’opportunità da non sprecare, ma insufficiente senza una strategia complessiva che vada oltre la sola viabilità e affronti sicurezza, reti idriche ed elettriche, illuminazione e sistema fognario.
Forte anche il richiamo all’emergenza periferie, territori segnati da disuguaglianze profonde, povertà e carenza di servizi. Per i sindacati, la rigenerazione urbana e sociale deve essere strutturale e partecipata, capace di mettere al centro persone, diritti, lavoro dignitoso e coesione sociale, rafforzando la presenza dello Stato e delle istituzioni nei quartieri.
Le direttrici di intervento indicate riguardano la riqualificazione del patrimonio edilizio, in particolare dell’edilizia residenziale pubblica, la cura degli spazi pubblici, il potenziamento dei servizi essenziali e il sostegno alle reti sociali. Annunciata anche la richiesta di un incontro con il prefetto di Catania sul tema della sicurezza e della presenza istituzionale nei territori.
Infine, il capitolo sanità, con l’attenzione rivolta alle aree interne della provincia
«Non si può prescindere dai bisogni reali delle persone e dalle distanze effettive tra i territori, aggravate dalle condizioni spesso critiche della rete stradale – concludono De Caudo, Attanasio e Meli –. “È una battaglia che combattiamo da anni e nella quale vorremmo sentire, forte e autorevole, la presenza del sindaco della Città Metropolitana di Catania. A lui rinnoviamo, con fermezza e spirito costruttivo, l’invito a riprendere la strada del dialogo sociale, fondato sulla responsabilità condivisa e sulla visione comune di una Catania che possa finalmente ritrovare la propria dignità civile, sociale e istituzionale. Restiamo in attesa di un riscontro, come sempre disponibili al confronto».




