
Istituito il primo Centro di conservazione per tessuti oculari d’urgenza, destinato allo stoccaggio, con modalità innovative, in una sinergia tra Asp Catania e Fondazione Banca degli Occhi Ets presso l’Uoc di Oculistica dell’ospedale “Gravina” di Caltagirone diretta da Salvatore Sileci.
Le dichiarazioni dei protagonisti
“L’attivazione del Centro di conservazione per tessuti oculari d’urgenza rappresenta un passaggio strategico per la rete di donazione e trapianti del territorio” – evidenzia il direttore generale di Asp Catania, Giuseppe Laganga Senzio – “L’obiettivo non è soltanto garantire un servizio in pronto intervento più rapido e efficace, ma costruire una filiera organizzata e stabile che sostenga la donazione, la formazione degli operatori e la continuità dell’attività clinica, con un’importante funzione di supporto anche per la rete regionale. Come Azienda abbiamo investito sul coordinamento interprofessionale e sulla valorizzazione di competenze specialistiche di alto profilo presenti nel territorio. Questo risultato è stato possibile anche grazie al costante supporto dell’assessorato regionale alla Salute, che con lungimiranza ha favorito un percorso di collaborazione interistituzionale orientato all’innovazione e all’accessibilità delle cure. La partnership con la Fondazione Banca degli Occhi del Veneto dimostra come, attraverso alleanze virtuose, sia possibile consolidare modelli organizzativi
innovativi e servizi di eccellenza. È un progetto che guarda al futuro e rafforza una visione di
sanità pubblica capace di innovare, essere attrattiva e garantire risposte adeguate ai bisogni dei
cittadini“.
“Questo percorso è iniziato circa tre anni fa e ha visto impegnato il personale dell’Uoc di
Oculistica del “Gravina” insieme all’Hospice Fanales diretto da Dora Mazzarino nell’attività di
promozione della donazione e di prelievo dei tessuti” – dichiara il direttore dell’Uoc di
Oculistica di Caltagirone, Salvatore Sileci – “un lavoro che ci ha portato a raggiungere circa
130 prelievi di cornea negli ultimi due anni, con 64 prelievi nel 2024 e 62 nel 2025, dopo i primi
6 prelievi effettuati nel 2023. Un risultato che, in rapporto al territorio, ci pone tra le prime
realtà in Sicilia e valorizza il contributo determinante di questa collaborazione“.
“Nell’ultimo anno sono state 57 le richieste di tessuti in urgenza gestite dal Veneto per la Sicilia“
– spiega il direttore della Banca degli Occhi, Davide Camposampiero – “una procedura
complessa, che ha richiesto interventi in emergenza, contatti estemporanei con le compagnie
aeree e il coinvolgimento delle Forze dell’Ordine, spesso aggravati da criticità logistiche, come in
passato la chiusura degli scali aeroportuali dovuta alle eruzioni dell’Etna. Oggi, grazie a questo
Centro, i tessuti saranno immediatamente disponibili per i chirurghi oftalmologi e i pazienti
siciliani secondo una reale logica di pronto intervento“.
“Negli ultimi anni” – sottolinea il presidente della Fondazione, Diego Ponzin – “la nostra
attività di invio di tessuti per trapianto in Sicilia ha registrato un significativo incremento, con
328 tessuti inviati nel 2024 e 337 nel 2025. Un dato che testimonia l’eccellenza dei poli di
oculistica della regione e la forte volontà di promuovere la donazione e il progresso delle attività
di trapianto. Ringraziamo in particolare il personale sanitario dell’Asp di Catania e la sua
dirigenza per aver sostenuto una collaborazione unica nel suo genere in Italia, che rappresenta
un passo importante nella tutela del diritto alla salute e alla vista di tutti i cittadini“.
“Una struttura di grande importanza, che porrà fine alla necessità di attendere il trasferimento dei tessuti da Venezia, sede della Banca degli Occhi, e determinerà, quindi, un significativo miglioramento dei tempi di intervento a beneficio dei pazienti” – dichiara il primo cittadino calatino Fabio Roccuzzo – “Attesta la qualità e professionalità dell’Uoc di Oculistica dell’ospedale “Gravina” di Caltagirone, diretta dal dottor Salvatore Sileci, e dimostra, ancora una volta, come il nostro ospedale, se adeguatamente sostenuto come merita, non soltanto può confermare il proprio ruolo di insostituibile presidio di salute nel territorio, ma può diventare un punto di riferimento nel panorama sanitario regionale. Un risultato significativo per Caltagirone e il territorio, per il quale ringrazio la governance dell’Asp, auspicando che possano seguire anche altri interventi, necessari per valorizzare al meglio le potenzialità del nosocomio calatino”.




