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“Il sonno, bisogno essenziale ed esperienza affascinante” 2a edizione: il congresso e i suoi temi

Dalla diagnosi alla prevenzione, con un messaggio chiaro: il sonno è un pilastro della salute pubblica. Si è svolta in un noto albergo della Scogliera di Cannizzaro la seconda edizione del congresso dedicato alla medicina del riposo, appuntamento che ha confermato la crescente attenzione verso disturbi come apnee, insonnia e patologie correlate.

A tracciare il bilancio è stata la coordinatrice scientifica Nuccia Cosentino:

“Secondo me abbiamo fatto un altro passo avanti. Sono veramente felice, intanto per la partecipazione che è stata tanta” – Un risultato che testimonia un interesse in crescita, pur in presenza di un ritardo culturale ancora evidente – “Manca consapevolezza di queste patologie, però già il fatto stesso di avere tanti partecipanti indica che qualcosa si muove” – Centrale il tema dell’appropriatezza nell’invio ai percorsi specialistici – “Non devono tutti sapere di tutto, però avere l’intuizione di indirizzare alle persone specifiche il paziente è già un passo avanti grande” – E sul fronte della prevenzione a lungo termine ha ricordato – “Dormire poco e male è un fattore di rischio per patologie importanti come l’Alzheimer”.

Il legame tra sonno e salute cardiovascolare

Il legame tra sonno e salute cardiovascolare è stato approfondito dalla docente ed esperta Carolina Lombardi, che ha ribadito:

“Il cuore ha bisogno di sonno“. Durante la notte, infatti, la fisiologica riduzione di frequenza cardiaca e pressione favorisce il recupero dell’apparato cardiovascolare; quando il riposo è disturbato, soprattutto in presenza di disturbi respiratori, “siamo più esposti a patologie cardiovascolari”.

Sull’insonnia cronica si è soffermato Alessandro Silvani:

“Non è una condizione da sottovalutare“. Può essere trattata efficacemente, privilegiando le terapie psicologiche e ricorrendo ai farmaci solo dopo valutazione specialistica, “Senza indurre ansia ingiustificata, ma evitando la sottovalutazione”.

I numeri confermano l’ampiezza del fenomeno. “Parliamo di circa il 15 o 20 per cento della popolazione generale“, ha ricordato Luigi Ferini Strambi, sottolineando il ruolo strategico del medico di base nell’individuare segnali spia e indirizzare correttamente i pazienti.

Tra gli altri temi affrontati, la narcolessia, definita dal Fabio Pizza:

“Un’ipersonnia di origine centrale” spesso poco riconosciuta: “È rara, forse è ancor meno riconosciuta piuttosto che rara“. Sul piano neuroscientifico, Luigi De Gennaro ha spiegato:

“Il cervello che sogna è molto simile al cervello che pensa durante il giorno”, evidenziando come in alcuni casi i sogni possano assumere un valore clinico.

Ampio spazio all’apnea ostruttiva del sonno con l’intervento di Lucia Spicuzza: “Si stima che un miliardo di persone nel mondo ne soffrano“. La terapia con Cpap, ha sottolineato, “salva veramente la vita a molti pazienti“, pur restando criticità legate all’accesso alla diagnosi.

Attenzione anche ai disturbi del sonno in menopausa

Attenzione anche ai disturbi del sonno in menopausa, con la docente Rosalia Silvestri che ha osservato:

Con la caduta dei livelli ormonali aumentano insonnia e sindrome delle gambe senza riposo”, ricordando che “la donna viene spesso messa da parte” nei percorsi diagnostici. Sui movimenti patologici nel sonno è intervenuto Raffaele Ferri:

“Abbiamo farmaci e strategie” ma servono ulteriori studi. Infine il contributo dell’odontoiatria, illustrato dal Roberto Russo: “Applichiamo un dispositivo intraorale, il Mad, che porta la mandibola in avanti e libera le vie aeree“, precisando che “Di solito è un insieme“, in un approccio integrato tra specialisti.

La seconda edizione del congresso si chiude così con una consapevolezza rafforzata: migliorare la qualità del sonno significa investire in prevenzione, ridurre i rischi e costruire una cultura della salute più solida e diffusa.

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