
La terza disfatta Mondiale dell’Italia ci riporta ad uno scenario ormai familiare. Gli uomini di Gennaro Gattuso ieri sera hanno perso lo scontro contro la Bosnia alla lotteria dei rigori e sono dunque stati eliminati dall’edizione 2026 del Mondiale in Usa, Canada e Messico.
La cronaca della gara
La prima frazione di gara dimostra un sostanziale equilibrio tra le due compagini che si affrontano a viso aperto nonostante stili di gioco differenti. Al quarto d’ora del primo tempo un errore in impostazione del portiere bosniaco Vasilj regala palla a Barella che serve prontamente Kean; il numero 11 degli Azzurri trasforma con un bellissimo colpo a giro sul secondo palo che lascia impietriti i bosniaci. La situazione sembra mettersi sui binari giusti per Gattuso e i suoi nonostante il gioco italiano sembri manchevole di spunti fantasiosi. Al 41‘ episodio topico del primo tempo: Amar Memic riconquista palla sulla trequarti italiana e sarebbe lanciato a rete se non intervenisse Bastoni. Il centrale interista entra in scivolata con tempi completamente sbagliati e riceve la giusta espulsione che costringe gli Azzurri a giocare l’intero secondo tempo in dieci uomini.
La seconda frazione di gara viene dominata dalla formazione di casa che attacca con veemenza sugli esterni e cerca ripetutamente di abbattere il muro italiano con numerosi traversoni nel cuore dell’area di rigore respinti spesso da Donnarumma e compagni; il portiere del Man.City compie spesso dei veri e propri miracoli sulle conclusioni di Alajbegović per mantenere il risultato a favore dei suoi. A metà secondo tempo Kean ha anche la possibilità di siglare la propria doppietta personale su un’altra ripartenza concessa dai bosniaci. L’attaccante si lancia in campo aperto e sbaglia la conclusione dopo una discesa di sessanta metri. L’Italia resiste strenuamente ma alla fine, dopo l’ennesimo intervento surreale di capitan Donnarumma, deve cedere al tap-in da pochi passi di Tabaković. I supplementari riservano poche occasioni, solo un colpo di testa di Pio Esposito prontamente parato da Vasilj.
La lotteria dei rigori risulta amara per gli Azzurri. Le conclusioni di Pio Esposito e Bryan Cristante sono decisamente fuori misura e condannano l’Italia a guardare il Mondiale da casa per la terza edizione di fila.
Il commento
Dopo ormai dodici anni trascorsi a rimpiangere la gloria passata ci si chiede se la Federazione abbia reali intenzioni di intraprendere un percorso di riforma del nostro calcio. In passato sono state fatte svariate proposte mai seriamente finanziate o pianificate. Suonano ormai come un’amara profezia le parole espresse da Baggio insieme alle sue dimissioni. Parole che anticipavano le difficoltà che ormai da quasi un decennio vediamo sul campo. Gioco orizzontale e senza spunti. Tecnica individuale scadente. Settori giovanili volti alla logica del guadagno e dell’avanzamento sin dalla tenera età. La gravissima percezione che ci sia poco attaccamento alla casacca azzurra. Gli spettri delle mancate qualificazioni passate che si sono concretizzati nuovamente ieri sera continueranno a riproporsi senza la necessaria capacità di riflessione. La capacità di guardare i risultati e la situazione generale e ammettere che i fasti di un tempo sono solo rimembranze in cui ci specchiamo malinconici.
I pareri degli addetti ai lavori sono vari, con numerose dita puntate verso gli interpreti in campo, certamente non esenti da colpe. Ciò su cui bisogna riflettere approfonditamente è il ruolo di ciascuno degli appassionati. Chi critica e distrugge senza proporre oggi deve rendersi conto di far parte di un sistema sportivo ormai obsoleto che in Italia teniamo ancora in funzione. L’unica cosa su cui tutti concordano è la proporzione disastrosa dell’eliminazione degli Azzurri dal Mondiale. Tocca a tutti noi fare la nostra parte per rifondare lo sport più amato nel Bel Paese.
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