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Nuova intimidazione al presidente dell’Acireale: appeso lo scalpo di un bovino all’esterno della sua abitazione

La società acese, tramite un duro e lungo comunicato ufficiale, contesta l’ intimidazione di cui non si conoscono gli autori, subita dal presidente Giovanni Di Mauro.

Il comunicato del club

La SSD Città di Acireale 1946 condanna il vile gesto registrato nella notte tra il 5 e il 6 aprile, che ha visto apporre lo scalpo, presumibilmente di un bovino, con un cappio annodato, all’esterno dell’abitazione del Presidente Giovanni Di Mauro. Questo macabro e ignobile gesto che riporta un significato paramafioso è l’ultimo di una lunga serie di episodi molto gravi perpetrati ai danni del dott. Di Mauro, che si verifica dopo la deprecabile manifestazione inscenata domenica 29 marzo, durante la partita casalinga contro il Sambiase, che aveva portato addirittura i capi della Curva Sud “Passione e Mentalità” a emettere,
all’indomani della gara, una nota pubblicata a mezzo social con lo scopo di fare un vanto della riuscita dell’evento sfavorevole ai colori granata, e dei valori trasmessi. Va evidenziato che questa frangia di tifosi – se così è possibile definirla – non ha mai mostrato un reale attaccamento alla maglia, come invece viene affermato in seno a farneticanti loro comunicati. Gli scadenti risultati sportivi ottenuti negli ultimi diciotto mesi possono certamente giustificare il malumore di quanti si sentono tifosi di questo club, ed è condivisibile il sacrosanto diritto di protestare quando i risultati non sono soddisfacenti. Il diritto di critica è sancito dalla Costituzione Italiana, ma ciò non consente di oltrepassare limiti ben precisi, ossia quelli inerenti il rispetto delle persone e dei loro familiari, e l’educazione.
Questi personaggi, appartenenti a entrambe le curve, quando arringano i loro adepti parlano di valori da trasmettere, ma – ci si chiede – quali sono questi valori? I valori in senso lato non sono altro che gli ideali che orientano le nostre scelte morali, e quale moralità ci può essere in questo modo di fare, ossia nella contestazione becera e volgare come quella inscenata domenica scorsa? È questa è la moralità che si vuole tramandare alle nuove generazioni di tifosi?

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