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Catania, Tavolo tecnico interistituzionale per il contrasto alla grave emarginazione adulta:”Percorso diverso”

Entra nella fase operativa il Tavolo tecnico interistituzionale permanente dedicato al contrasto della grave emarginazione adulta e della condizione di senza dimora. L’assessora ai Servizi sociali Serena Spoto ha riunito a Palazzo degli Elefanti i rappresentanti della nuova governance condivisa voluta dalla giunta Trantino, con l’obiettivo di imprimere una svolta concreta nell’organizzazione dei servizi rivolti alle persone in situazione di marginalità estrema.

Attorno allo stesso tavolo si sono confrontati comune, Asp, Dipartimento di Salute mentale, rete ospedaliera, Questura, Polizia Locale, sindacati impegnati nell’assistenza abitativa ed enti del Terzo Settore. Il confronto ha puntato a definire un metodo di lavoro realmente sinergico e sistemico, capace di superare la frammentarietà del passato, evitando sovrapposizioni e sprechi di risorse e garantendo risposte più rapide, coordinate ed efficaci.

«Ritrovarci nell’aula consiliare di Palazzo degli Elefanti ha dato a questo momento un significato ancora più profondo» ha dichiarato l’assessore comunale ai Servizi sociali Serena Spoto. «Il messaggio che vogliamo dare è chiaro: la povertà estrema e la condizione di senza fissa dimora non possono più essere affrontate con una logica emergenziale. Abbiamo scelto un percorso diverso, fondato su una sinergia stabile e permanente tra istituzioni, servizi e realtà del territorio. Solo così possiamo passare dalla gestione della crisi alla costruzione di soluzioni concrete e durature, capaci di restituire dignità alle persone. Catania vuole essere una città che non volta lo sguardo altrove, ma che affronta questa sfida con serietà, umanità e impegno condiviso».

L’incontro, promosso dall’assessora insieme alla direttrice dei Servizi sociali Lucia Leonardi, ha confermato la centralità delle strategie organizzative alla base del Tavolo. Tra le priorità individuate figurano il miglioramento della lettura analitica del fenomeno e dello scambio informativo tra enti, così da garantire un monitoraggio costante e interventi mirati; il rafforzamento della rete territoriale anti-emarginazione, valorizzando l’esperienza delle organizzazioni che operano da anni sul campo; e l’integrazione stabile delle competenze sociali, sanitarie, psichiatriche, giudiziarie e di sicurezza pubblica attraverso protocolli operativi vincolanti che definiscano ruoli, responsabilità e procedure comuni.

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