“Anche quest’anno si sale l’anno prossimo” : è la frase che si ripetono da anni i tifosi del Catania, che ormai da 11 anni aspettano almeno la promozione in Serie B. Invece sarà la quarta stagione consecutiva in Serie C della gestione Pelligra che nonostante ingenti investimenti e numerosi dirigenti, allenatori e giocatori cambiati ogni anno non riesce a raggiungere il tanto atteso salto di categoria. Questa stagione sembrava essere quella vincente, considerando che la squadra è stata in testa al campionato insieme al Benevento fino a gennaio, ma diversi errori e vicissitudini hanno compromesso il cammino, condannando la città ad un altro anno di attesa.
Un mercato solido e un avvio promettente
La stagione è cominciata con la conferma di Domenico Toscano sulla panchina rossazzurra con l’obiettivo di costruirgli una squadra adatta al suo tipo di gioco: al nutrito gruppo di giocatori presenti nella stagione precedente, a partire da capitan Di Tacchio, la società ha acquistato profili di grande esperienza per la categoria come Casasola e Forte e altri già allenati da mister Toscano come Donnarumma e Pieraccini ( protagonisti della promozione del Cesena in B nel 2023-24 con il record di 96 punti). L’inizio del campionato è promettente, ad eccezione del netto k.o contro il Cosenza per 4-1, e la formazione etnea si consolida al vertice della classifica vincendo pure i due scontri diretti in casa contro la Salernitana (come dimenticare la splendida punizione da 35 metri di Cicerelli) e il Benevento, mostrando una granitica solidità difensiva soprattutto al ” Massimino“, autentico fortino inespugnabile. Ma se in casa il percorso è praticamente perfetto, in trasferta la squadra non riesce a mantenere lo stesso standard di rendimento, anche a causa di un atteggiamento poco propositivo e rinunciatario che costa parecchi punti. Si chiude comunque il girone d’andata con 41 punti, a parimerito con il Benevento.
L’inizio del crollo dei risultati
Ma da gennaio il quadro cambia drasticamente: fra un mercato di riparazione inefficace, una fiducia non più incondizionata della società nel lavoro del tecnico calabrese e anche alcuni lunghi infortuni ( Aloi, Di Gennaro, Cicerelli, Forte su tutti) inizia un calo vertiginoso dei risultati che compromette definitivamente l’obiettivo della promozione diretta. Dopo diversi allenatori contattati, si decide di cambiare guida tecnica nominando William Viali come nuovo allenatore a metà marzo dopo la vittoria ottenuta nel finale contro l’Altamura. Un periodo abbastanza breve sulla panchina etnea perchè dopo 4 partite ( di cui una sola vittoria contro il Latina) e un feeling mai sbocciato con la squadra viene esonerato e richiamato proprio Toscano a due giornate dalla fine della regular season e parallelamente viene sollevato dall’incarico di direttore sportivo Ivano Pastore senza nemmeno alcuna pubblica spiegazione. In contrasto con il girone d’andata, in quello di ritorno il Catania totalizza 29 punti chiudendo con 70 al secondo posto, ottenuto fra l’altro all’ultima giornata contro l’Atalanta U23 con non poca sofferenza.
Il disperato tentativo degli spareggi
Archiviato il campionato, si decide di andare in ritiro per una settimana a Veronello in vista dei play-off per ricompattare il gruppo e ritrovare le certezze su cui la squadra aveva costruito una ottima prima parte di stagione. Ma quel Catania è soltanto un lontano ricordo ormai: se dopo lo stentato passaggio del turno contro il Lecco in virtù del miglior posizionamento in classifica si era alimentata nuovamente la speranza, la debacle in semifinale per 4-0 contro l’Ascoli, avversario che ha lottato fino all’ultimo con l’Arezzo per la promozione diretta, ha sancito l’epilogo più duro e inequivocabile di quest’altra fallimentare stagione, rendendo inutile la partita di ritorno vinta 2-1, che sarà ricordata solo per oneri di cronaca. In attesa di comunicazioni dalla società, in particolare dall’AD Grella, che resta ancora in silenzio dopo l’eliminazione, sugli sbagli commessi e sul futuro del progetto, restano senza risposta tutti gli interrogativi che la stampa e il pubblico si chiede dopo l’ennesima stagione di aspettative disilluse.




