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Vizzini, tutto pronto per le “Verghiane 2026”: dal 4 al 6 luglio

Vizzini torna a celebrare Giovanni Verga dal 4 al 6 luglio: in programma le “Verghiane 2026” con un programma che comprende diversi appuntamenti teatrali e culturali incentrati nel Borgo della Cunziria, luogo simbolico dell’immaginario verghiano e patrimonio identitario della comunità.

La programmazione in essere

La manifestazione si aprirà ufficialmente il 4 luglio alle 17:00 con l’atteso taglio del nastro dello splendido Borgo della Cunziria. Il programma delle “Verghiane 2026” proseguirà alle 18:00 sempre ivi, con lo spettacolo teatrale “Cavalleria Rusticana”, a cura di Ata Vizzini Vivente, alle 21:00, in piazza Santa Maria di Gesù, con lo spettacolo “La Lupa” con Lilia Romeo, per la regia della stessa e la direzione artistica di Francesco Giuffrida.

Il 5 luglio alle 21:00, sempre in piazza Santa Maria di Gesù, verrà proposto da Rebetiko Produzioni, lo spettacolo  “Le donne della Cavalleria Rusticana”, dramma intimo per voce sola a cura di Chiaraluce Fiorito, protagonista accompagnata dalla cantante lirica Carmen Salamone e dalla musicista Simona Adele Buscemi, che suona il marranzano. 

La rassegna si concluderà il 6 luglio alle 21:30, al Borgo della Cunziria,
con “Frammenti verghiani”, a cura dell’associazione Teatro Skené.

Le dichiarazioni della regista Chiaraluce Fiorito

Il dramma intimo per voce sola, tratto da Cavalleria rusticana, unisce tre distinte ed imprescindibili figure femminili, responsabili in egual modo, nel tratteggiare la storia della vicenda. Ciascuna di esse è portatrice di un ruolo determinante: artefici consapevoli dell’evoluzione detonante, ovvero la scintilla esplosiva. Le tre donne sviluppano intimamente e in maniera viscerale il fattore scatenante che determina il drammatico epilogo. Il dramma viene affrontato in maniera figurata e narrativa da Santuzza che prende su se stessa i ruoli dell’amante gna’ Lola e della gna’ Nunzia  la madre di Turiddu; essa è l’unica inconsapevole dell’avvicendarsi del dramma e quasi si chiede cosa avesse potuto fare per ridefinire in maniera differente l’amaro epilogo. L’adattamento è una commistione tra la novella da “Vita dei campi” del 1880 e la versione teatrale del 1884; si manifesta in Verga la necessità di fare teatro, che è, ad un tempo, proposito di divulgare l’opera narrativa e di trasferire nel teatro  l’affermazione del verismo; esigenza di stabilire un più diretto ed immediato  contatto con il pubblico”. 
 

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