
Riceviamo e pubblichiamo questa storia di un nostro lettore, riguardo le proprie esperienze estive e vacanziere di quest’anno, in questo caso in giro per la Calabria.
Un piccolo racconto estivo
“L’estate 2026 per me e la mia famiglia è stata l’estate della Calabria, infatti dovendo accompagnare nostra figlia ad un campo scout a Lamezia Terme abbiamo colto l’occasione di passare le vacanze estive dai nostri fratelli calabresi. Non era il nostro primo viaggio in Calabria, avevamo già visto il mare di Scalea e le piste da sci di Camigliatello e Gambarie e pure i famosissimi Bronzi, meravigliosi gioielli archeologici conservati nel Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. Per un Siciliano è inevitabile un confronto sul mare e la cucina tra le due regioni. Una volta fatta la base nell’entroterra a San Calogero, tra Calimera e Paravati, e garantito l’alloggio con colazione e cena tra Ulivi ultracentenari, galline in libertà, api, cani, gatti e pure un mulo ed un cavallo, ma anche un montone e una maialina di nome Rosina, ci siamo potuti concentrare sul superfluo senza scrupoli. I primi giorni sono stati subito scoppiettanti, viaggi in auto di un’ora massimo al mattino e rientro il pomeriggio alternando Costa degli Dei e Costa Viola, senza tralasciare la costa Ionica di Sibari, quindi siamo andati alla scoperta delle terme di Galatro e di Lamezia. Abbiamo così conosciuto i duecento gradini necessari per raggiungere la spiaggia del paradiso dei sub di Zambrone, il tramonto di Tropea, il gelato di Pizzo e lo stocco di Mammola, la ‘nduja di Spilinga e gli scogli di Michelino. La vacanza procede benissimo ed il confronto si svolge su di un piano culinario e naturalistico di altissimo livello, ma dobbiamo sempre ricordarci che parliamo di siciliani in terra calabrese, quindi il mare è super, ma il nostro non è da meno. La cucina è un trionfo di incontri d’amore tra i frutti della campagna e quelli del mare, il territorio ci parla e scopriamo a Nicotera la ricerca scientifica condotta dal biologo statunitense Hansel Keys nel 1957. Ricerca che costituì la base scientifica della arcinota “dieta mediterranea”. Il viaggio scorre liscio e ci sentiamo come fossimo dentro un parco divertimento organizzato, in cui tutte le persone che incontriamo ne fanno parte. Abbiamo conosciuto calabresi che definire gentili e troppo poco, quando un calabrese si avvicina e parla con te ha davanti a sé un suo familiare, ti guida, ti suggerisce, ti accompagna. A Nicotera Superiore troviamo l’indizio che segnerà la nostra vacanza, come un rebus a cui occorre trovare una soluzione. La traccia è scritta sulla ringhiera del belvedere, “il controllo nasce dal distacco”. La soluzione sembrava nascondersi nella stessa immagine posta di fronte alla scritta, guardare dall’alto le case del litorale di Nicotera Marina sembrava suggerirci che guardare le cose dall’alto ci avrebbe garantito il giusto distacco necessario per avere il controllo della situazione. Questa lettura non ci aveva soddisfatto e il viaggio proseguì in direzione di Palmi e della spiaggia di Ulivarella, quindi Gioia Tauro e Vibo Valentia senza dimenticare Scilla e Chianalea, poi in alto a San Giorgio Morgeto e giù nella spiaggia di Riaci. Quest’ultima spiaggia si raggiunge più facilmente rispetto alle altre della Costa degli Dei, l’acqua è altrettanto trasparente e pulita, l’accesso con l’auto è garantito, fino a quando i posti sono disponibili e conserva una giusta dimensione, l’accesso per i bagnanti è favorito da una soffice sabbia che circonda un grosso scoglio, lì lo chiamano lo scoglio grande oppure la barca. Dopo che ci siamo immersi nel mare è stato fortissimo il richiamo dello Scoglio Grande. Da solo, in poche bracciate, mi ritrovo tra uno scoglio e l’altro, davanti a me si apre un canyon di rocce e l’acqua del mare le separa. Al termine del primo piccolo tratto se ne apre un altro più grande e più ricco per la presenza di grotte. L’ultima grotta ha il fondo bianco, chiaro e trasparente. Vedo una ragazza entrarci dentro e smaterializzarsi davanti ai miei occhi, dentro la grotta di roccia e acqua sei come plasma, lei esce ed ora è il mio turno e vivo la stessa magia. Chiamo tutta la famiglia e viviamo insieme quell’esperienza. Lo scoglio grande di Riaci è fatto di tre scogli di dimensioni crescenti, posti uno accanto all’altro, ai tempi della Seconda Guerra Mondiale un aeroplano inglese lo scambiò per una nave nemica e lo bombardò. Quelle bombe di quasi 80 anni fa ci hanno regalato oggi un viaggio gratuito dentro la paura. La paura che ti fa premere un pulsante prima che sia l’altra a premerlo, la stessa paura che ti fa vedere nell’altro il tuo nemico da uccidere prima che sia lui ad uccidere te. Nuotavo nel mare, tra le pareti di roccia dello scoglio grande ed ho sentito l’eco della frase scritta sulla ringhiera di Nicotera, “il controllo nasce dal distacco”. Solo disattivando i processi della mente, possiamo pensare di vincere la paura, solo una vera pace interiore può conferirti il giusto distacco dalle cose, solo una preghiera sincera può centrarti e aprirti al mondo, solo allora avremo ancora il controllo necessario per poter navigare nel mare della vita“.
FOTO DI REPERTORIO




