
Riceviamo e pubblichiamo questa storia di un nostro lettore, riguardo le proprie esperienze estive e vacanziere, in questo caso in un’analisi dell’ultimo film riguardante ed ispirato al poema epico omerico “Odissea“.
Un piccolo racconto estivo
“L’estate 2026 scorre velocemente e consumate le ferie estive ci restano i fine settimana. Un susseguirsi di serate passate ad accompagnare i figli a ballare e ad aspettarli per portarli a casa, di sagre, del cinema all’aperto, del poke e della siciliana, il tutto condito da un caldo afoso ed umido da cui non puoi scappare. Ci hanno consigliato di vedere l’Odissea del regista Christopher Nolan, ci siamo andati e ci siamo trovati prima dentro il film, poi quando il film è terminato, ci siamo trovati il film dentro il nostro quotidiano. Dimentichiamo ogni tanto dove ci troviamo, la nostra Terra è la terra da cui scappa Odisseo, tutti i miti più cupi e paurosi vivono in questo spazio all’aperto che chiamiamo Italia. Questo stretto rapporto col mito ci ha reso indietro tutto il nostro lucido disincanto. Oggi un contributo contribuente medio italiano anche con tutto l’impegno ed i sacrifici possibili non riesce a sfuggire dall’inflazione che come un gigantesco vortice lo risucchia, se poi riesce a scappare da Cariddi, si presenta l’Agenzia delle Entrate o il Comune di turno e come uno Scilla lo cattura e lo marchia con una bella cartella fiscale, a cui segue un pignoramento del conto. Poi ti propongono una rottamazione e con lo sconto degli interessi ti sei garantito un debito che estinguerai fino al prossimo incontro con Scilla e Cariddi, sempre se ne uscirai vivo. Anche uomini di cotanta tempra hanno come un blocco e vivono con sgomento l’attimo in cui usciti di casa per una sacra della salsiccia realizzano che la sacra non c’è più. La serata è stata annullata la comunità di Fondachello è caduta ancora una volta nello sconforto per la perdita di due giovani vite, in due distinti incidenti. Davanti alla bacheca della chiesa leggiamo i loro nomi e grazie alle nuove possibilità della telefonia mobile scopriamo le loro storie e il dolore per la perdita delle due giovani vite diventa la cifra con cui leggiamo il resto della serata. Il dolore per la perdita di un figlio diventa per un genitore anche un senso di colpa per non averlo fermato in tempo. Allo stesso tempo tra i giovani che rimangono in vita resta il senso di colpa perché al posto di quel ragazzo ci sarebbe potuto essere chi è rimasto indenne dall’incidente. Questo dolore questo senso di colpa sono i sentimenti con cui il personaggio di Ulisse deve confrontarsi, solo al termine della elaborazione del lutto e del suo dolore che non passa nel tempo, ma si trasforma in azione o meglio in un nuovo modo di vivere, un nuovo modo di intendere la vita. L’incontro con i morti consigliato da Circe ad Ulisse consentirà all’uomo di lasciare il vecchio e astuto eroe per abbracciare un nuovo uomo, ora umile e sottomesso agli Dei. Un uomo per cui non ci sono più sacrifici impossibili con cui ingraziarsi gli dei, ma un solo sacrificio possibile: se stesso. Ulisse si abbandona al mare di Poseidone in balia dei venti di Eolo, lascia la spiaggia di Calipso e solo allora, solo quando ha rinunciato alla sua intelligenza ed alla sua forza, trova la via di casa. Al Palazzo di Itaca arriva un nuovo Ulisse, un uomo che ha conosciuto la menzogna, ha visto la menzogna bruciare le colonne della loro stessa civiltà. Ora grazie a quei morti, Ulisse comprende di essere al termine della parabola della civiltà greca. Ulisse è in grado di concepire una nuova civiltà e di andarla ad edificare ad ovest. Una civiltà nuova le cui colonne saranno l’onestà e l’amore, solo questo impegno libererà i morti dando loro il senso della loro disgrazia e allo stesso tempo un senso alla vita di chi resta. La lettura di Nolan di Odisseo parla molto di noi sia sul piano intimo che collettivo, anche noi ci troviamo come Ulisse al termine di una civiltà, l’uomo già da tempo ha concepito la morte di Dio stesso, oro costruisce un transumanesimo in cui anche i generi sessuali non sono assoluti, lo stesso Dna la cosa più intima e personale l’uomo di oggi è disposto a cederlo per una causa maggiore. Nolan ci invita a fare tutte queste riflessioni sia sul piano intimo che collettivo, perché solo insieme, puntata ad ovest verso il sole che muore saremo in grado di dare un nuovo senso a ciò che senso non ha“.
FOTO DI REPERTORIO




