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Pietro Parolin in visita a Palazzo degli Elefanti: l’accoglienza ricevuta

Agosto 2026 sarà ricordato “per sempre” o quasi a Catania principalmente per un motivo: la celebrazione del 900simo anniversario della traslazione delle spoglie agatine da Costantinopoli (odierna Istanbul) al capoluogo etneo; proprio in municipio a Palazzo degli Elefanti le istituzioni locali comunali, diocesani e non solo (presenti anche il prefetto Pietro Signoriello, il presidente della Corte d’Appello Antonino Porracciolo, il rettore Enrico Foti, il questore Giuseppe Bellassai ed altri ancora) hanno accolto il segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin.

La dedica di Pietro Parolin nel libro degli illustri ospiti

L’accoglienza a Pietro Parolin

Il primo cittadino catanese Enrico Trantino ha fatto dono al cardinale di un Elefantino, creato da Ugo Lombardo, mentre il presidente dell’assise cittadina Sebastiano Anastasi ha donato il libro martirologio della Santa Patrona; al suo arrivo nel salone di Palazzo degli Elefanti, il porporato ha posto la propria firma nel libro degli illustri ospiti, lasciando una dedica, mentre ai doni ricevuti si è aggiunto un altro omaggio da parte del Comitato per i Festeggiamenti del 5 Febbraio, offerto dal segretario Orazio Bonaccorsi e dal presidente del comitato Carmelo Grasso, “riutilizzando” la storica poltrona in cui si sedette Giovanni Paolo II quando visitò la Città stessa nel 1994.

Un altro omaggio per il segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin

Le dichiarazioni del segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin

«Sono imbarazzato e personalmente mi auguro che presto vi si possa sedere Sua Santità Leone XIV» – dice Pietro Parolin in merito alla sedia in ricordo di Giovanni Paolo II – «Ho toccato con mano quanto sia forte questo legame fra la città e la sua patrona…La vita cristiana può animare la vita sociale stimolando le attitudini degli amministratori e dei cittadini. Mi auguro che questa compenetrazione possa essere feconda e continuare, poiché ci sono le basi per porla a beneficio della comunità religiosa e di quella civile».

Presenti alla visita (da sinistra a destra) il presidente Cesi Antonino Raspanti, l’arcivescovo emerito di Catania Salvatore Gristina, quello attuale Luigi Renna)

Le dichiarazioni degli amministratori

«Che la sua presenza possa accendere oggi il fuoco della speranza — ha detto il sindaco Enrico TrantinoDovremmo noi catanesi imparare a cogliere questi segni per il forte valore simbolico che hanno, perché abbiamo bisogno di trovare ciò che ci unisce, piuttosto che concentrarci su quel che separa, disgrega e ci rende distanti l’un dall’altro. Sono momenti in cui, assumendo il valore di una comunità coesa, potremo essere spinti ad agire per un futuro che riguardi i nostri figli prima ancora di noi; un futuro migliore di quello che viviamo, spinti a rispettare questa città come talvolta forse non facciamo».

Il presidente del consiglio comunale catanese Sebastiano Anastasi con la fascia giallorossa

Il presidente del consiglio comunale Sebastiano Anastasi ha evidenziato come «Agata è di Catania e Catania è Agata; tutta la storia cittadina si fonda su questo sinonimo».

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