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Pedonalizzazione piazza Federico II di Svevia, la nota Mpa:”Intervenire”

Gli anni passano ma a Catania resta il dibattito sulla pedonalizzazione o meno della cruciale piazza del centro storico piazza Federico II di Svevia (nota per il Castello Ursino), dove anche la componente locale di Grande Sicilia – Mpa esprime la propria posizione in merito a ciò.

La nota di Grande Sicilia

Sin dal primo momento – dichiarano la coordinatrice provinciale autonomista Pina Alberghina con i componenti del gruppo consiliare catanese Bruno Brucchieri, Simona Latino, Giuseppe Nicotra e il presidente del consiglio comunale, Sebastiano Anastasi – “il nostro movimento, pur condividendo nel merito il principio della pedonalizzazione, certamente un obiettivo di civiltà per una Città proiettata verso la rigenerazione urbana, ha richiamato l’amministrazione sulla necessità di accompagnare questo percorso con interventi concreti e con una reale concertazione con residenti, esercenti e categorie economiche. Abbiamo inoltre evidenziato più volte la necessità di affrontare seriamente l’annoso problema dei parcheggi, che continua a incidere in maniera rilevante sulla vivibilità e sull’accessibilità della nostra Città. La sostenibilità non può consistere soltanto nell’impedire alle automobili di arrivare. Deve significare mettere cittadini e visitatori nelle condizioni di raggiungere facilmente l’area, lasciare l’auto fuori dal centro storico, utilizzare il trasporto pubblico e vivere a piedi il patrimonio della città. La pedonalizzazione deve essere l’infrastruttura, non il progetto finaleUna piazza può essere bellissima, ma se per raggiungerla il turista deve lasciare l’auto molto lontano e non trova un collegamento semplice, oppure se il residente non dispone di un’alternativa comoda, la pedonalizzazione rischia di trasformarsi semplicemente in una sottrazione di accessibilità. Per questo non basta chiudere uno spazio al traffico: occorre costruire intorno a quella scelta un sistema efficiente di mobilità, servizi, sicurezza e opportunità. I mesi trascorsi dalla chiusura della piazza, soprattutto durante il periodo estivo, ci hanno restituito un quadro che non può essere ignorato: una piazza semivuota nelle ore serali, locali con poca clientela, controlli non sufficienti e un’area percepita come poco sicura da turisti, residenti e famiglie. A ciò si aggiunge la questione dei parcheggi, ancora insufficienti, nonostante gli sforzi compiuti, oppure poco funzionali per chi arriva da fuori per pernottare o anche soltanto per trascorrere una serata nella zona. Anche un recente studio condotto sul caso di Barcellona mostra come la sola pedonalizzazione non determini necessariamente una completa trasformazione commerciale dell’area interessata. A incidere sono anche altri fattori, come la pressione turistica, la qualità dei collegamenti, i servizi disponibili e le funzioni presenti nel territorio. È dunque necessario evitare soluzioni semplicistiche e valutare complessivamente le condizioni economiche e sociali dell’area. Una pedonalizzazione che oggi non tenga conto dei risultati negativi e delle proposte costruttive rischia di apparire unilaterale, come fosse calata dall’alto, priva di un’adeguata pianificazione e del necessario coinvolgimento di chi vive quotidianamente la zona, rischia di trasformare una buona idea in un danno, soprattutto per coloro che in quella piazza lavorano. Riteniamo quindi doveroso riprendere e affrontare la questione con priorità immediata. La proposta dovrà partire da un’attenta verifica del sistema dei parcheggi, della segnaletica, della sicurezza e dell’illuminazione. Occorrerà inoltre valutare il potenziamento della navetta serale e la disponibilità di aree di sosta custodite e a pagamento nelle vicinanze della piazza. La piena vivibilità dell’area dovrà essere garantita anche attraverso presìdi fissi nelle ore serali, così da contrastare i fenomeni di microcriminalità e restituire sicurezza a residenti, famiglie, visitatori e operatori economiciRiteniamo necessario intervenire, anche d’intesa con la Regione Siciliana e seguendo esperienze già adottate in altre città italiane, per riconoscere un credito compensativo alle attività che hanno registrato un calo del fatturato in seguito alla pedonalizzazione. Dovrà essere valutato, ove necessario, anche un alleggerimento del carico fiscale e burocratico locale per gli operatori maggiormente penalizzati – infine essi concludono – “Siamo certi che piazza Castello Ursino possa e debba diventare un modello di rigenerazione urbana. Perché ciò avvenga, però, bisogna ascoltare chi ogni giorno permette alla piazza di essere vissuta. Chiederemo pertanto l’apertura di un tavolo di confronto con residenti, commercianti, categorie economiche e istituzioni, che vada anche oltre il perimetro comunale. L’obiettivo non è tornare indietro rispetto alla pedonalizzazione, ma correggerne le criticità e restituire alla piazza la sua autentica vocazione storica, culturale e artistica“.

FOTO DI REPERTORIO

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