
Serena Schembra, la studentessa dei record a 360 gradi: l’intervista
L’ateneo catanese porta avanti gli studenti in “procinto” di eccellenza: è il caso della giovane ventenne Serena Schembra, neo laureata in Ingegneria informatica in “tempo da record”.

L’intervista a Serena Schembra
Domanda: Come sono stati vissuti questi anni nei quali si sono visti tantissimi traguardi in pochissimo tempo?
Risposta: “Sono stati anni vissuti con pura determinazione, al punto che quasi non mi sono accorta del tempo che passava. Ero talmente focalizzata sull’obiettivo che i mesi e i semestri sono letteralmente volati. Tuttavia, non nascondo che sia stata dura. Avendo una formazione umanistica proveniente dal liceo classico, soprattutto durante il primo anno ho dovuto fare uno sforzo doppio per allinearmi sulle materie prettamente scientifiche. Se a questo aggiungiamo la necessità di conciliare ritmi di studio molto serrati con l’attività agonistica e i tornei, posso dire che è stato un periodo che ha richiesto grandi sacrifici e una dedizione totale, ma che mi ha formata moltissimo“.
D: Da dove nasce la passione per gli scacchi e cosa accomuna gli scacchi agli studi accademici intrapresi?
R: “La passione è nata in modo del tutto inaspettato durante il periodo della pandemia, guardando la serie tv La regina degli scacchi. Prima di allora non sapevo nemmeno che esistessero dei veri e propri tornei, né che ci fosse una realtà agonistica attiva nel mio territorio. Così, verso aprile del 2021, ho contattato un circolo locale, il ‘Don Pietro Carrera’ di Catania, e da lì è partito tutto. Per quanto riguarda le similitudini con i miei studi, c’è un legame profondo. L’agonismo mi ha abituata a mantenere altissimi livelli di concentrazione per partite che possono superare anche le cinque ore, una resistenza mentale che si è rivelata preziosa nelle lunghe sessioni di studio universitario. Inoltre, gli scacchi insegnano ad affrontare le criticità con lucidità e metodo, competenze fondamentali per un ingegnere informatico“.
D: Cosa le piacerebbe realizzare con le competenze acquisite in campo accademico?
R: “Il mio obiettivo principale è specializzarmi e lavorare nell’ambito della Computer Graphics e dello sviluppo di videogiochi, un settore che mi affascina perché unisce il rigore della programmazione all’aspetto più visivo e interattivo dell’informatica. Se però devo guardare al traguardo più ambizioso, il mio sogno nel cassetto è quello di trasferirmi in Giappone e poter lavorare per i colossi del game development, su tutti Nintendo. È la meta verso cui sto indirizzando i miei prossimi studi magistrali“.
D: Le piacerebbe dare un domani un contributo al proprio territorio nei suoi settori disciplinari?
R: “Al momento il mio percorso formativo mi porta al Politecnico di Torino e, in prospettiva, il mio settore specifico richiede spesso di guardare verso l’estero. Tuttavia, voglio molto bene alla mia terra e sono profondamente legata alla Sicilia. Anche se oggi le mie ambizioni mi spingono a fare esperienza altrove per crescere professionalmente, non escludo affatto un ritorno in futuro. Mi farebbe sicuramente piacere, un domani, poter riportare qui le competenze acquisite e contribuire a valorizzare il nostro territorio nel settore tecnologico“.




