
“Sport e Territorio”, i rapporti federali e istituzionali tra società sportive e federazioni
Prosegue la rubrica “Sport e Territorio” (che analizza le virtù e le problematiche di chi fa sport nel territorio catanese ed etneo), questa volta con un episodio in cui il noto dirigente sportivo Vito Palumbo si confronterà con il vicepresidente provinciale catanese della Fip Federico Lo Faro (che ha rivestito sia il ruolo di cestista che di dirigente societario nell’arco della sua carriera), hanno risposto in merito al tema dei rapporti che hanno, possono, devono avere le società sportive con gli enti istituzionali, federazioni di competenza in primis.
Le posizioni di Vito Palumbo e Federico Lo Faro
Domanda: La lunga esperienza di dirigente sportivo in più discipline le ha consentito di interfacciarsi con più federazioni e o riferimenti istituzionali. Come gestire e cosa bisogna fare in questi rapporti per una società sportiva?
Risposta (Vito Palumbo): “La mia esperienza dirigenziale nel calcio mi ha consentito di confrontarmi con federazioni, leghe, amministrazioni pubbliche e altri interlocutori istituzionali. Da queste esperienze ho imparato che una società sportiva deve gestire tali rapporti con metodo, competenza e una visione di medio lungo periodo. Il punto di partenza è avere un’organizzazione interna chiara. La società deve stabilire chi segue i diversi rapporti, quali sono gli obiettivi da raggiungere e quali procedure utilizzare. Il dirigente deve conoscere il funzionamento degli enti con cui si confronta, rispettarne ruoli e competenze e assicurarsi che la società sia sempre in regola sotto il profilo sportivo, amministrativo e organizzativo. A mio avviso, nei rapporti istituzionali è importante presentarsi con proposte precise. Quando si incontra una federazione o un’amministrazione non bisogna limitarsi a esporre una necessità, ma occorre portare un progetto, illustrarne gli obiettivi, indicare le risorse disponibili e spiegare quali risultati può produrre. Questo approccio rende il confronto più professionale e aumenta la possibilità di costruire collaborazioni utili. Un altro aspetto centrale è la capacità di rappresentare correttamente la società. Il dirigente deve saper ascoltare, mediare e negoziare, mantenendo una posizione ferma sugli interessi dell’organizzazione ma sempre rispettosa degli interlocutori. Anche nei momenti di difficoltà bisogna evitare personalizzazioni e conflitti inutili, concentrandosi sui problemi e sulle possibili soluzioni. È poi necessario garantire continuità. I rapporti con federazioni e istituzioni non possono dipendere soltanto dall’iniziativa personale di un singolo dirigente. Contatti, accordi, scadenze e progetti devono essere condivisi e documentati, affinché rimangano patrimonio della società. In questo modo si evita che un cambio di responsabilità interrompa il lavoro svolto. Nel calcio moderno questi rapporti riguardano molti ambiti: l’attività agonistica, il settore giovanile, gli impianti, la sicurezza, la formazione, i progetti sociali e il rapporto con il territorio. Per questo servono una visione complessiva e la capacità di coordinare competenze diverse. in sintesi, ritengo che una società sportiva debba rapportarsi alle istituzioni come un’organizzazione seria e strutturata: deve essere affidabile negli adempimenti, chiara nelle richieste, concreta nelle proposte e coerente nei comportamenti. Il compito del dirigente è trasformare il confronto istituzionale in opportunità di sviluppo, senza ricercare vantaggi occasionali, ma costruendo condizioni solide per la crescita della società“.
D: Avendo in carriera rivestito sia la veste di atleta, dirigente sportivo, dirigente federale, come si ritiene opportuno gestire i rapporti tra federazioni e istituzioni con le società?
R (Federico Lo Faro): “I rapporti con le società si gestiscono tramite ascolto e condivisione quotidiana, questo è ciò che dovrebbe essere scontato ma che purtroppo non lo è, a volte a livello federale e molto spesso in ambito istituzionale. Lo sport è spesso inflazionato dalla retorica politica senza riscontro concreto nei fatti. Le soluzioni, le migliorie devono essere figlie di condivisione e dialogo fra le tre componenti, fin quando la sinergia non sarà totale, i risultati saranno carenti“.
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